Nerve City – Asleep On The Tracks (Sweet Rot Records, 2013) – If my neighbour decides to shoot down on his wife maybe I’ll be able to sleep

nerve cityChe dire di questo disco? Da quando ce l’ho non ho mai smesso di ascoltarlo.

Nerve City è attualmente, a parere del sottoscritto, il progetto di garage/rock/psichedelico forma canzone più interessante che c’è sulla piazza. Un mistone delle peggiori influenze dagli anni sessanta rilette e rielaborate in modo originale e personale.
C’è di mezzo il blues perché le canzoni sono piccoli racconti, storie che iniziano e finiscono in due minuti ma che potrebbero durare all’infinito. Come estetica sonora c’è di mezzo il garage psichedelico più oscuro degli anni Sessanta.

Nerve City è il progetto di un unico personaggio dal nome Jason Boyer che è divenuto negli ultimi cinque anni una specie di culto per i peggiori ascoltatori di questo tipo di musica.
Per quasi tutti gli altri suoi dischi ha lavorato in cameretta con multitraccia a cassetta suonando e registrando tutti gli strumenti. Per questo disco invece si è avvalso della collaborazione di due amici, un signor batterista e un signor bassista e di uno studio di registrazione analogico con un signor fonico che è riuscito ad immortalare nel modo più caldo possibile le sue canzoni rendendole un po’ meno grezze e lo-fi.

Però devo dire che, due settimane fa, ho avuto modo di vederlo dal vivo in Francia e il suo concerto è stato una grossa delusione. Nerve City per questo tour europeo (appena finito) era un duo batteria e chitarra-voce. Il live a cui ho assistito è stato più un punk/hardcore fatto male con nulla a che vedere con il contenuto del disco. Le canzoni erano state riarrangiate per essere sparate in faccia taglienti ad alto volume perdendo così la loro caratteristica principale che è quella di riuscire semplicemente a farti viaggiare senza bisogno di altri ingredienti. Lui sembrava fatto, ma la sua fattanza era più ostentata che altro, e non riusciva a suonare perché semplicemente in palla per banali problemi tecnici e per fortuna il batterista ha tenuto alla meno peggio a galla la baracca evitando la totale figuraccia.
Comunque alla fine del concerto mi sono preso per 10 euro il disco serigrafato, che in italia ovviamente non è mai arrivato e mai arriverà. Se vi piace la roba storta, scura e asociale questo disco è quello per fa per voi.

Black Milk Magazine, maggio 2014

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