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Jack Rose – la mia estate 2020

acquanonpotabile si occupa di segnalare cose speciali fuori dal seminato della convenzionalità in campo soprattutto musicale. In questo caso non mi viene nulla da scrivere e dire, ogni mia parola sarebbe veramente inutile, vedetevi il video sopra e fate uno sforzo di approfondire. ciao ciao

jack rose

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QUARANTENA LOW-FI – Tab_ularasa Statemi lontan* * DL/CD Bubca records * 3t-3 Su Blow Up estivo 2020.

Su Blow Up estivo:
QUARANTENA LOW-FI
Tab_ularasa
Statemi lontan* * DL/CD Bubca records * 3t-3
La quarantena ha trovato Luca Tanzini in stato di grazia, forse perché le situazioni anormali sono quelle che gli permettono di attraversare la cosiddetta normalità con piglio più personale, un vagabondaggio autistico che arriva al cuore della realtà, senza parole ma con i suoni giusti. Luca suona la chitarra e fischia, registrando tutto in un solo giorno in presa diretta con un cellulare cinese. Sono tre pezzi tutti sopra i 10 minuti, come delle minisuite dilatate. “Statemi lontan*” é un perfetto incrocio low-fi di blues prewar e kraut, “Balconi e droni” potrebbe essere “Sister Ray” e Suicide rifatti da John Fahey, “Inno nazionale senza filtro” dei Sonic Youth acustici cosmici. Come sempre originale, non si sa come. (8) Girolamo Dal Maso
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=>se volete la versione fisica scrivete msg a Tab_ularasa@hotmail.com
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Summer compilation acquanonpotabile 2020

Ecco la compilation definitiva di acquanonpotabile per la vostra estate

http://www.e-x-p.it/mp3/acquanonpotabilesummercompilation2020

Buon ascolto e buoni viaggi!

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  1. The Particles – The Trumpet Song

  2. Roky Erickson – Be And Bring Me Home

  3. Mall – I Can’t Remember Money

  4. The Space Lady – Synthesize Me

  5. Michael O’shea – A Dead Rose

  6. Fuck – Sometimes

  7. Padla Bear Outfit – za belym krolikom

  8. Lost Sounds – It’s My Dream

  9. Reigning Sound – Banker And A Liar

  10. The Goodnight Loving – Grandpa Died

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Áine O’Dwyer – Music For Church Cleaners Vol. I & II // Full Album

R-3447267-1330738025.jpegOggi parliamo di un disco dell’allora emergente artista-musicista irlandese Áine O’Dwyer… adesso Áine non è più emergente è affermata e ha già fatto un bel pò di dischi, installazioni e performance. In origine il disco è uscito in cassetta nel 2012 per l’irlandese Fort Evil Fruit in seguito, nel 2015 è stato ristampato su doppio vinile per MIE Music. Le tracce che lo compongono sono una fedele documentazione di sessioni di registrazioni ambientali del periodo in cui Áine si è recata per suonare l’organo nella chiesa St Mark’s Church in Islington nella parte nord di Londra. Certo avrà chiesto al parroco, e avrà avuto l’idea di partenza, ma credo che il risultato sia andato oltre ogni sua aspettativa. Le sessioni di registrazioni sono avvenute durante le pulizie che avvenivano nella chiesa, da qui il titolo dell’album, a un certo punto arriva anche una signora che le chiede gentilmente di suonare note meno lunghe e forti. La Ainè come musicista è suonatrice di arpa ma come ben si può sentire se la cava molto bene anche con l’organo e qui soprattutto è riuscita a trasmettere un pathos potente-sincero fuori dal comune. Non è un disco drone-minchia come quelli che oramai vanno di moda e neanche un disco di avanguardia concettuale e musica colta, possiamo definirlo un disco semplicemente punk anche se voi penserete che sono pazzo 🙂 BUON VIAGGIO con Áine !

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BAD NOIDS – Waiting Around to Die – tape 15 apr 2020

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Li avevo visti live a Monza e avevo apprezzati nonostante il concerto non fosse stato dei migliori.  Pensavo che il gruppo fosse morto… di tempo ne è passato da quel concerto e invece è resuscitato con un ep notevole uscito in pieno periodo pandemia con un titolo che più calzante di così non si può. I Bad Noids sono sempre loro,  un misto di generi indefinibile… nel senso definibile per chi conosce il protopunk nato proprio nella loro città. Questo non è hardcore ma protopunk PIENO e forse l’unico al momento in circolazione… e forse anche l’ultimo, quindi sicuramente il migliore che c’è sulla piazza. In loro non c’è la mania degli ultimi anni di fare il verso ai DEVO o a gruppi postpunk del passato, c’è solo il semplice r’n’r di base, certo velocizzzato all’ennesima potenza ma si tratta di rock. Mi piacciono poi perché c’è una cazzonagine-ironia di fondo fuori dal comune.

Enjoy questa mina!

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intervista a Tastiera – Fate Schifo! : …Per il futuro chi lo sa, è già difficile essere presente in questo presente.

tastieraCiao Daniele di dove sei? Che fai nella vita? Quali sono i tuoi interessi e passioni ?

Ciao Luca. Innanzitutto grazie per le domande e per aver fatto uscire una cassetta di materiale (Tastiera/Fateschifo!) che pensavo ormai perso. Mi fa davvero piacere che le nostre strade si siano incrociate anche se non ci siamo mai incontrati di persona.
Io sono nato a Milano, 40 anni fa. Sono cresciuto in provincia, in un paese chiamato Taccona di Muggio’, al confine con Cinisello Balsamo e Monza. Gia’ dai nomi puoi intuire la bellezza di quei posti. Infatti, appeno ho potuto me ne sono andato. 
Mi piace molto viaggiare e in generale cambiare città quando posso. Negli ultimi 2 anni ho traslocato 4 volte. Avevo pensato di poter ritornare a Milano in città (dove non ho mai vissuto) ma i prezzi elevati degli affitti mi hanno fatto cambiare idea.
Ora sto vivendo in un casolare in campagna tra Avignone/Marsiglia in Francia. 
Sono molto contento, nessun vicino, volumi a cannone, suono tutta la notte.
Cmq mi conosco e mi rompero’ le palle pure di quello. A dire il vero, non sono molto concertocostante nella vita. Inizio mille cose in parallelo e poi abbandono.
Nella vita ho fatto vari lavori retribuiti, diciamo che mi piacerebbe poter vivere “senza lavoro retribuito” , ma per mangiare devo avere un salario. Gli ultimi due anni e mezzo sono riuscito a sopravvivere.. ma ho dovuto (ri)cercarmi un lavoro. Mi piacerebbe arrivare a poter essere autosufficiente ma al momento non ci sono ancora riuscito.
Quindi mi occupo di smart working in informatica, che poi di smart nel working non vedo che cazzo ci sia. Anzi diciamo che non sei proprio smart se sei costretto a lavorare.
Quindi parlerei di non-smart working.  Mi interesso di musica e di arte e mi appassiono ogni giorno di più.  Mi fanno andare avanti nella vita con il sorriso e con una marcia in più.. 🙂 

Ci siamo conosciuti in internet ai tempi di myspace, ti inserì anche nella storica compilation “Sono una Merda”, come e quando è nata la tua passione per il suono e il suonare?

Myspace e’ stato un po’ come e’ Bandcamp adesso. Ci sara’ qualcos’altro di nuovo a breve. Tutto va talmente veloce. Se ci pensi, ormai scrivere una mail e’ puro romanticismo. Io credo nel supporto fisico. Rimane, ce l’hai e puoi ascoltare senza skippare un brano ogni 2 cazzo di secondi. Qui coglierei l’occasione per utilizzare il concetto di “deep listening” di Pauline Oliveros. Fermatevi, ascoltate in profondità, entrate dentro al suono.  Poi vabbe’ vogliamo parlare degli introiti che i servizi di streaming danno agli artisti sfigati come noi? Alla fine e’ business per loro, ma stocazzo per noi. E poi chi se lo ascolta Tastiera, 2 persone al mese? Quando vado ad un concerto (chiaramente le robe che vedo io sono robe minuscole) cerco di comprare il disco direttamente.
Riguardo la mia passione per il suono. Ho iniziato a suonare la batteria verso i 12 anni. Sin da bambino era il mio sogno. Mio padre suonava in un’orchestra di liscio ed ho avuto accesso a vari strumenti sin da bambino. Poi lui ha lasciato l’orchestra, per lavorare per darci da mangiare… anche se non ha mai smesso di suonare la fisarmonica a chiodo con le mazurche. Al tempo avevo insonorizzato un box, dove avevo iniziato ad installare la mia collezione di tastiere ed organi (da qui il nome Tastiera). Ne ho una trentina tra Farfisa, Hammond, Bontempi, … da li avevo creato la mia sala di registrazione, la mia etichettina Improshit rec. che porto avanti ancora.  

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Io credo nel DIY, nell’improvvisazione, nel rumore come suono e non sopporto i tecnicismi.  Non mi frega un cazzo se tu sappia leggere la musica o meno. Chi ha detto che se non la leggi non puoi suonare?
L’importante e’ essere te stesso, trovare un tuo stile personale.  Anche se quello che fai non piace a nessuno, basta che piaccia a te.  La moda e’ una merda. Ed un giorno la tua merda potrebbe essere la moda. E probabilmente non cambierebbe un cazzo.
Che poi dai oh come si fa a dire cosa sia merda e cosa no. Questione di gusti.
Per me i Country Teasers sono Dio e Rihanna (boh e’ ancora di moda?) o qualche altra roba del genere mi fa cacare. Scusate ma sui nomi delle pop stars non sono aggiornato.
Ormai ascolto i dischi solo se mi piacciono le copertine di sconosciuti trovati su discogs.

103856683_1131444847219813_3767374291901097235_nIn questo periodo di quarantena mi sono messo a riascoltare cose vecchie che avevo negli hd di uscite Bubca mai realizzate. Mi erano rimasti in mente i Tastiera, allora ho cercato su soundcloud e ho trovato questi pezzi del progetto Fateschifo di cui mi sono subito innamorato. Parlaci di Tastiera, Fateschifo insomma, vita morte e miracoli di queste entità credo oramai del passato.. dei loro dischi, concerti, contesto-scena dove si manifestavano.. vai a ruota libera.

Come ti dicevo sopra, ho dei seri problemi ad essere costante. Di conseguenza, come potrai immaginare ho avuto un sacco di progetti. Non mi ricordo neanche i nomi di tutti i gruppi e a volte scopro delle registrazioni che non ricordavo piu’.. proprio come i brani della cassetta Bubca.  Ho iniziato a suonare da solo (onemandband), dopo che l’ennesimo gruppo che avevo (Spastic Pill) si era sciolto perché uno dei componenti aveva deciso di andarsene proprio quando dovevamo partire per un piccolo tour europeo di supporto ad una band di Load records (RIP).  Da li ho iniziato ad isolarmi e fare le cose da solo. E forse anche da li e’ nata la mia misantropia. 🙂
Quando stavo a Milano, andavo a vedere concerti etc… e dal “giro” conobbi Stefano Albanese e Luca Fontaneto (ai tempi in Fog in the shell, ma anche Onefineday, Mathians, etc.). Iniziammo a suonare e Tastiera divenne da onemanband a band. Ci furono varie incarnazioni del progetto con vari componenti. Ci trovavamo a suonare nelle campagne tra Novara e Milano, in un pollaio. bandFateschifo! e’ il nome che utilizzavo come onemandband verso la fine, quando Tastiera era una band.  Come Tastiera / Fateschifo! onemandband ho suonato varie volte ma credo che come “Tastiera band” abbiamo suonato una volta sola, a supporto di Mikal Cronin. Che poi come sempre c’era più gente in giardino a bere che dentro ad ascoltare il concerto. A proposito di “scena”. Forse ce n’era una, ma io non ne ho mai fatto parte. Insomma sai per fare parte di una scena devi aderire ad una scena. Devi avere degli amici nella scena. A me non interessa molto, ed i miei amici sono degli sfigati.. 🙂
Boh sai gente che fa robe tra di loro, si sentono super cool.  A me non mi ha mai invitato nessuno a suonare. Erano (e rimangono) sempre tra di loro. Boh un po il concetto io decido chi e’ figo.  E tu non lo sei.

Quando mi sono trasferito a Milano ho capito che avevamo amici in comune, insomma si sa il mondo è piccolo per chi ha degli interessi di un certo tipo. So che oramai da anni hai lasciato Milano, sei stato molto in giro per il mondo e adesso vivi in zona Marsiglia. Parlaci di quello che fai adesso, dei tuoi attuali progetti musicali, artistici e dei tuoi programmi futuri.

Milano: odio/amore.
Si ormai sono una quindicina di anni che non ci vivo piu.
Sono stato un po’ in giro, Madrid, Sao Paulo, Marsiglia.. se ho la possibilità di partire verso una città che non conosco, preparo lo zaino e parto. Se mi piace ci resto a vivere. Abbiamo questa grande opportunità di poter viaggiare. 
Mi e’ difficile restare fisso in un posto e non mi sono mai sentito troppo attaccato ad una città in particolare. Amo scoprire nuove culture, nuovi mondi, siano essi geografici, mentali, musicali, artistici. Cerco di essere sempre aperto.
A me tutte ste robe di identità culturali, confini, spazi, frontiere, non mi interessano.
Sono creazioni di noi esseri umani. A me che tu sei verde, giallo, arancione, non mi interessa un cazzo. Chi ha deciso i confini? A che cazzo servono? A me fanno ridere quando mi chiamano ah “L’ITALIANO”, ma che cazzo vuol dire? Vabbe’ chiusa parentesi.
In parallelo alla musica, ho sempre creato “arte visuale”, qualche “installazione”..
Ho collaborato con una galleria d’arte a Marsiglia ed ho esposto qualche lavoro in Brasile.  Avevo smesso per un po’ di suonare, per concentrarmi su un progetto d’arte.. ma negli ultimi mesi, mi sono messo a produrre tantissime cose in parallelo, forse troppe. Molto diverse tra di loro. Mi e’ impossibile stare lontano dalla musica.103779963_699263600628901_71032179706266098_n
Faccio anche parte di un collettivo a Marsiglia di una cinquantina di persone che si chiama “Le Collectif De Contre-Déterminisme Magique“, ci troviamo e improvvisiamo in vari locali. Aggiungo pero’ che con Stefano e Luca (ex Tastiera qui sopra) abbiamo un progetto “r a p”, che apparirà prima o poi da qualche parte. Potrei darti mille link, ma boh poi chi cazzo ascolta la musica. Non c’e’ nessuno che riesca ad arrivare ad una canzone fino alla fine. E aggiungo, riagganciandomi a sopra, se non vieni considerato “cool” e non hai un buon marketing, non ti si incula nessuno sia questa musica o arte.  Per il futuro chi lo sa, è già difficile essere presente in questo presente.

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Chiudiamo come di consueto alla Marzullo, fatti una domanda e datti una risposta.

Non sono molto “Marzulliano”. Ti ringrazio davvero molto del tempo che mi hai dedicato e se qualcuno vuole contattarmi, e’ un piacere, mi piace molto condividere con le persone che hanno le mie stesse passioni. 
Se passate per Marsiglia/Avignone fate un fischio e ci troviamo in campagna ad improvvisare. Con rispetto, Daniele.

=>https://bubcarecords.bandcamp.com/album/tastiera-fate-schifo

=>https://improshit.tumblr.com

=>https://susjeristch.bandcamp.com

=>https://www.instagram.com/susje.ristch

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the story of Michael O’Shea by Paul McDermott

Le Grandi opere nascono spesso all’angolo di una strada o nella porta girevole di un ristorante. Albert Camus

1_2iuLQBKtsPLhIN9K_NMXkQDi chi era Michael O’Shea, sconosciuto genio della musica di strada-elettronica-folk improvvisata non vi dirò nulla, c’è scritto tutto se cliccate sul link sotto. E’ scritto in inglese se siete ok fate uno sforzo per approfondire e poi cercate la sua musica.

=>the story of Michael O’Shea by Paul McDermott

Se siete ancora più ok leggete anche questo link sotto:

=>No Journey’s End by Professor Keith R Laws 

 

Su internet si trova tutto anche qualcosa di buono… tranquilli c’è.. basta evitare i siti  e i blog con i banner della pubblicità.

Tab_Ularasa, 7th JIUGno 2020

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Trio Banana – Run to the sun (la jam perduta) (tape, Bubca 2020)

fuori ora Trio Banana:
 
“Run to the Sun”, eccola spuntare da vecchi HD polverosi una jam di ben 21 minuti e 34 secondi che pareva andata persa del TRIO BANANA, gruppo di culto che ha il merito di aver messo d’accordo i peggiori freak e punk d’Italia e Francia. Il TRIO non si è sciolto nell’acido come molti sospettano è solo latitante ricercato dalle autorità e i servizi segreti della musica di regime, reo di aver sparso il germe del caos in lungo in largo per l’europa dal 2011 al 2015… prima o poi non temete tornerà.
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Ma adesso focalizziamoci su questa cassetta che esce per la loro Bubca. Che dire?
 
Ammorbante psichedelia e putrida hypnagogia, due volti dello stessa debordante anima. Pura follia allucinogena, che rode il fegato e fa sputare sangue a fiotti, cattiveria stridente e cinematica, narrante rocamboleschi viaggi mentali nel tempo e nello spazio di pigri sognatori, psichedelica malata che cammina coi piedi nel fango e si sporca di terra il volto senza esistenzialismi e pretese letterarie.
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Il TRIO risulta sempre Naif capace con naturalezza alienante di sbaragliare menti assennate, di collidere gli eccessi e immergere nell’acido convenzioni, facendo crollare tutto in frantumi con dissacrante ironia. Sentieri di sporcizia sonica, mantra di elettrica accidia, il loro nichilismo si realizza nella stanchezza. Disorienta e stordisce lasciando un segno imploso nella memoria dell’ascoltatore, chi ha avuto la fortuna di vederlo in azione se lo ricorda bene.
 
(Slum Bassifondi Zine, giugno 2020)
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Maniac ‎– ¿Have You Seen The Maniacs?

tape frontAscoltare suoni così nel 2020 da ancora speranza in un futuro migliore. Questo maniaco provenente da Indianapolis, la cui identità è sconosciuta, mette nel proprio pentolone il pop elettronico lo-fi new wave oramai morto e sepolto con approccio punk-senza-cresta creando canzoni orecchiabili da fischietto che ti si stampano subito nel cervello. Ogni tanto escono fuori anche belle cose freak psichedeliche, come un’ironica cover dei Grateful Dead. insomma il Maniaco non si fa mancare nulla. Queste registrazioni casalinghe sono il suono del presente non certo l’autotune e basi coi bassi, quello è solo commercio da bottega, dentro questa musica c’è la spensieratezza che abbiamo oramai tutti perso drivata da una ritmica al chorus fisso anni 80 alla Joy Division. Pare siano uscite solo due cassette ma potrei sbagliarmi. Qua sotto la seconda autoprodotta che si può richiedere e ascoltare su youtube.

Mentre quella che potete ascoltare su bandcamp è uscita per Discontinuous Innovation Inc. piccola etichetta di San Francisco, dedita solo alle cassette, etichetta che sta smistando negli ultimi anni le cose più strane, interessanti e alternative sulla piazza USA ma non solo. Nel catalogo ci sono anche gruppi russi e svedesi ecc… mangiatevi STI suoni, spegnete radio – TV e buttate nel cesso spottafy.

https://discontinuousinnovationinc.bandcamp.com/album/have-you-seen-the-maniacs

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