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Intervista a Giuseppe Di Lorenzo, “Una Volta Ho Suonato Il Sassofono”, “Ubu Dance PArty” e 1000 altre cose: “Non puoi partire dall’analisi musicologica, perché è banale. Devi porti altre domande, aggirare il soggetto la biografia e la tecnica, perché il luogo in cui questa musica semina e cresce non è un pentagramma”

Ciao Giuseppe, come stai?

Benone grazie, sono nel mezzo della tempesta tra lavoro e progetti vari, per cui sono nel giuseppe radiomio ambiente prediletto.

Che fai nella vita? Quali sono le tue passioni?

Faccio un po’ di cose. Da qualche anno collaboro come critico teatrale per Altre Velocità, il più cazzuto collettivo di critici che abbia mai visto. Adoro il lavoro redazionale, stare tutti chiusi in una stanza a pensare e scambiarci idee finché non devi schizzare fuori a fare interviste, video-interviste, audio-interviste, gastro-interviste, per poi finire in piena notte a riscrivere tutto e a dargli una parvenza di senso. Il teatro, nella sua declinazione più contemporanea e underground, è una mia grande passione che ho potuto esplorare sopratutto grazie alla dedizione e alla profonda competenza della mia ragazza (Marta). Come sai ho anche un progetto radiofonico, per ora fase di manutenzione, per campare invece faccio il commesso in un negozio in centro a Firenze. Banalmente tra le altre cosacce sono un grande appassionato di cinema, di cui ho scritto ma senza pretese critiche finora, tra i miei registi preferiti ci sono Kenneth Anger, Yasujirō Ozu, Takashi Miike, Ken Russell, Benjamin Christensen e altri stronzi di questa categoria. Poi c’è il fumetto, su spinta underground, che mi ha accompagnato per molti anni e che da tempo non riesco più a sviluppare come vorrei coleltivo tatroper mancanza di fondi. Durante gli anni del Liceo Artistico conobbi Jim Woodring e da allora non ne sono più uscito. Poi c’è la musica, ovviamente, sempre presente tutti i giorni della mia vita. Alla fine della giostra però la mia più grande passione è quella per la letteratura. Adoro leggere, in particolare autori contemporanei (tipo Walter Siti, Han Kang, Jennifer Egan, Mo Yan, Dana Spiotta, ecc.), anche se probabilmente le letture che mi sono rimaste più impresse e che mi hanno condizionato anche nella scrittura sono arrivate da tempi e luoghi molto lontani da me (Daniel Defoe, Melville, Conrad, Tasso, Laurence Sterne, Raymond Russell, ma anche fuori dall’ambito strettamente letterario come Alfred Jarry, Aristofane, Heidegger, Jaspers, i primi che mi vengono in mente). Vivo anche di tante altre piccole passioni, che hanno in comune la mia fastidiosa curiosità e impertinente visceralità nello scoprirle sotto ogni prospettiva.

Ci siamo conosciuti telematicamente dopo che ho letto una recensione dei Centauri sul tuo blog “una volta ho suonato il sassofono”. Un blog che ho subito apprezzato e a pelle sentito come una vera e propria fanzine di quelle che piacciono a me. Poi ho scoperto che avevi un programma in radio e che addirittura questo programma era di una radio del Valdarno, dove sono ritornato per adesso a vivere dall’anno scorso. Chattando ci siamo conosciuti meglio, in seguito sono stato anche da voi ospite a suonare e chiacchierare, Parlami di tutto ciò a ruota libera.sassofono

Intanto cominciamo dai Centauri, che è un progetto bellissimo di musica tremendamente necessaria. Mi chiedo spesso come mai si preferisca il derivativo a tutti i costi, piuttosto che progetti come quello dei Centauri, consapevole di vivere una stagione musicale che ha visto divorare e digerire Brian Eno, Suicide, Sonic Youth e quant’altro, e non può esprimersi ancora secondo certi canoni che sono stati ampiamente superati da nuove e più sensibili grammatiche. Se fare musica è un’urgenza, un vettore per un messaggio che non puoi esprimere altrimenti, perché astratto e volatile, rinchiuderla dentro logiche di mercato e strutture rigide non può che appiattirne il risultato. Se tutti suonano come gli Arctic Monkeys e i Franz Ferdinand e dicono le stesse cose, non ci si può lamentare del ruolo sempre più marginale della musica rock per le nuove generazioni. Una Volta Ho Suonato Il Sassofono è stato il seguito ad un breve ed infruttuoso esperimento su Splinder, volevo trovare un modo per mettere nero su bianco certe mie farneticazioni, misurarmi con chi ne sapeva più di me, contaminare il mio sguardo e pormi sempre nuove domande. Ho cominciato con un misto di umiltà e arroganza, approcciandomi ad album non particolarmente ostici, e buttando merda sul mainstream che veniva venduto come underground. Negli anni mi sono posto nuovi obbiettivi, lasciando spazio anche a sul pezzoquei dischi che reputavo “difficili” o che semplicemente avevo difficoltà a scriverne, perché non sentivo di averne la competenza. Molti dei miei gruppi e artisti preferiti non hanno una scheda sul blog, penso ai Faust o ad Howlin’ Wolf. So che sembrano due esempi agli antipodi, ma per me rappresentano problemi non dissimili. I Faust sono un gruppo che è riuscito a spostare così tanto i confini del proprio linguaggio che per studiarli in maniera efficace devi considerare i loro pezzi come happening o pièce teatrali d’avanguardia (penso ad esperienze estreme come quelle di Magazzini Criminali di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi). Howlin’ Wolf invece, come altri giganti del blues tipo Blind Willie Johnson, ha raggiunto vette espressive inaudite con il semplice 4/4 e un uso della voce che rovinerebbe le corde vocali anche di un robot, ma come ne spieghi le conseguenze emotive? Non puoi partire dall’analisi musicologica, perché è banale. Devi porti altre domande, aggirare il soggetto la biografia e la tecnica, perché il luogo in cui questa musica semina e cresce non è un pentagramma. Ubu Dance Party, il programma radio che ho contribuito a creare, nasceva da questa mia urgenza e dal fatto che voglio provare a veicolare il fruitore ad approcciare un ascolto diverso, non “senza pregiudizi” (è una stronzata, quelli ci sono e ci restano per diversi motivi) e non con “lo sguardo del bambino” (ovvero di un imbecille), ma cercando di trovare assieme un minimo comune denominatore. A cose serve una canzone che ti racconta tutto, che ti spiega perché si è innamorato di quella ragazza o di quell’uomo, o che ti narra una favola morale per insegnarti come gira il ubu dacne partymondo? A niente ti dico, sono esercizi per l’ego. La musica tramite le sue peculiari capacità espressive serve a spostarci restando fermi, a viaggiare in dimensioni sensoriali ulteriori, a porci prospettive che erano già di fronte a noi ma che non coglievamo senza lo sguardo acuto del musicista, sia che siano pura emotività e istinto (come nel garage), sia di spaesamento e ricerca (Faust, Negativland, Pere Ubu, Beefheart ma anche Herbie Hancock, Braxton o Stockhausen per dire). All’inizio della mia esperienza radiofonica Ubu Dance Party era molto diverso, era un vero e proprio luogo d’incontro tra me e Francesco, un mio carissimo amico che, si può dire senza risultare ridicoli, è stato per me la vera miccia per la passione musicale nell’abito rock. Purtroppo Francesco ci lasciò a Marzo dell’anno scorso, dopo alcune memorabili puntate in cui solo una piccola parte del suo estro e creatività hanno dato vita ad un programma unico e irripetibile. Rimasti io e DJ Lorenzo (che è quello che sbaglia a mettere le canzoni e dopo duemila puntate non sa ancora quando far sfumare la sigla, ma anche il miglior amico che uno possa volere accanto nella vita) abbiamo dovuto radicalmente cambiare la formula del programma, e dopo due puntate commemorative su Francesco Ubu Dance Party è diventato un podcast a forte trazione contemporanea, con i miei terribili soliloqui tra un pezzo e l’altro. Ma questo lo sai bene, dato che se venuto a trovarci per ben due volte!

Come ti sei appassionato alla musica? Leggendo ogni tua recensione, ascoltando il tuo programma proprio quello che traspare è questa passione enorme per la musica di un certo tipo e l’onestà di dire quello che si sente, si pensa di un disco, una band un musicista. Questa cosa sai che non è da tutti, in questo mondo d’inchini, riverenze e ruffiani.

ubu dance partyDiciamo che ci sono state due fasi nella mia relazione con la musica. Nella prima ero un bambino molto rompiscatole, e per tenermi buono c’erano due cose: la TV e la radio. Il mio primo CD fu “Selling England By The Pound” dei Genesis, la remastered del ’94 se non erro, e al liceo seguì il percorso che fanno tutti: Led Zeppelin, Pink Floyd, Deep Purple e via discorrendo. Fu in terza liceo che scoprì un blog molto particolare, si chiamava come un romanzo che sarebbe diventato uno dei miei preferiti in assoluto (Morte a credito) ed era di un certo Tristram Shandy, il più presuntuoso e volgare blogger che abbia mai solcato i mari del web. Me ne innamorai follemente. Fu in quei post che scoprii Stooges, Pussy Galore, Sonics, Crime, Sonic Youth, Captain Beefheart, e compresi anche che avevo sempre ascoltato la musica nel modo più sbagliato possibile. Un giorno quel blogger sparì, letteralmente, non scrisse più nulla e non se ne seppe niente. Orfano di quella presenza così funambolica e seminale decisi di fare il mio blog: Una Volta Ho Suonato Il Sassofono. Non mi sentivo, e non mi sento tutt’ora, al suo livello di scrittura e originalità dello sguardo, ma ormai il danno era fatto, la passione mi divorava le budella. Poi un giorno scrissi una recensione in cui lo citavo chiaramente, e dopo anni di silenzio si palesò nei commenti riconoscendo in quelle on airparole un vecchio ammiratore del suo blog. Fu una notevole sorpresa sapere che quel tipo, che nel frattempo era diventato il mio mentore e mito personale, viveva a soli venti minuti d’auto da casa mia. Conobbi Tristram, Francesco, anni fa in quel di Firenze. La nostra amicizia resta la cosa più stimolante che mi sia mai capitata, un continuo scambio di intuizioni e curiosità senza freni, incapaci di limitarci ad ammirare i nostri artisti di riferimento, sempre critici, caustici e onesti con noi stessi. A lui devo tutta la mia passione e la costante ricerca e simpatia per il diverso. Credo che essere onesti nelle recensioni sia fondamentale, sia per te stesso che per chi legge. Imparando a conoscere il pensiero di un critico, anche se non lo apprezzi, riconosci una precisa linea teorica alla quale poterti raffrontare di volta in volta. La coerenza critica è come una bussola per chi ti legge, lo aiuta a capire che se hai stroncato quella band probabilmente a te in realtà piacerà o viceversa. Purtroppo oggi lo spazio nelle riviste è sempre più angusto, e molti blogger preferiscono fare da ufficio stampa alle case discografiche piuttosto che riflettere sinceramente sul valore di un album.

Da poco ti sei trasferito dalla zona Valdarno a quella pratese, dovendo abbandonare la radio, mi hai detto però che non hai intenzione di tirare i remi in barca…. insomma cosa bolle in pentola? Parlaci dei tuoi programmi futuri a questo proposito.

radio valdarnoPer le questioni logistiche che hai scritto Ubu Dance Party non va in onda da Natale, una gravissima mancanza nella mia vita, un sollievo straordinario per le orecchie del Valdarno. Il mio progetto è semplice: sto costruendo una “stazione radio” in quel di Firenze, per trasformare Ubu Dance Party in un podcast con i controcazzi, dotato di studio di registrazione artigianale e registrazione video di qualità, tutto nel più aggressivo DIY, e proprio per questo ci sto mettendo un sacco di tempo (microfoni e stronzate varie costano!). Sullo stile di KEXP, pur mantenendo le sue caratteristiche peculiari, Ubu Dance Party tornerà di brutto, con l’obiettivo costante di migliorarsi e di proporre la musica peggiore e più stimolante possibile. Sfrutteremo poi la postazione podcast anche per altri progetti succulenti.

Mi piace molto il tuo stile di scrittura e conduzione radiofonica, sei proprio un cervello fuori dal comune e i tuoi neuroni viaggiano alla velocità della luce, parlami delle tue influenze e riferimenti. Secondo me dovresti lavorare in una radio e ti dovrebbero pagare a modo per farlo, ci hai mai pensato seriamente?

Con questa sequela al fulmicotone di complimenti quasi quasi ci credo anch’io! I miei psychoriferimenti e influenze sono davvero tantissimi perché assimilo qualcosa da tutto quello che imparo ad amare e conoscere. Penso ad Asimov, che fu la prima bibliografia che completai già in seconda liceo, poi ci sono Heidegger e Aristotele, due pensatori che ho sviscerato, spesso non capendoci un cazzo e dovendo ritornarci periodicamente. Il cinema di Orson Welles e quello di Miike, il continuo ribaltamento di luoghi comuni stilistici, la rottura delle regole senza dimenticare la centralità del racconto. Che poi questi sono stimoli che spesso fioriscono in ambiti marginali della mia vita, invece gran parte delle sollecitazioni produttive arrivano dai miei amici. Da Giovanni per esempio ho imparato ad ampliare il mio sguardo, a non considerarmi al centro del mondo. (DJ) Lorenzo è un continuo ed ininterrotto stimolo ad approfondire sia la politica che qualsiasi mia passione, Lorenzo è meno prevenuto di me su molti argomenti per cui ha anche una prospettiva più fresca e dannatamente puntuale, potremmo parlare per 100 anni e non finire mai gli argomenti. Ettore, oltre ad essere un musicista straordinario, mi ha portato negli anni a riscoprire altri luoghi musicali che troppo spesso lascio indietro e non ho la forza di approfondire, e lo fa con una innata propensione pedagogica e una brillantezza intellettuale unica. Se conducesse lui una sola Ubu Dance Party sarei fottuto. Potrei fare anche altri esempi, ma ‘fanculo, l’intervista è su di me, stronzi. Cito per forza di cose Marta, che è in assoluto il mio più grande stimolo per far sì che le mie passioni non restino solo un delirio senza direzione. Se non fosse per lei non esisterebbe nemmeno Ubu Dance Party, e vivrei certamente una vita più misera e molto meno interessante. L’amore che proviamo reciprocamente da otto anni è in fondo l’unica go-to-sleeppassione alla quale non potrò mai rinunciare. Ora basta sdolcinerie però, non ci sono abituato e già mi sta salendo un po’ di nausea. Tornando a bomba sulla domanda iniziale: cazzo quanto mi piacerebbe lavorare professionalmente in radio. Però, da autentico stronzo ed eterno insoddisfatto di me stesso, non credo di sentirmi ancora pronto al salto professionale. Vedremo comunque, certamente è un sogno che tengo nel cassetto da più di dieci anni.

Ti faccio un grosso in bocca al lupo per tutto e spero di ribbeccarci presto “in person”, ora, chiusura di rito Marzulliana: fatti una domanda e datti una risposta

Che si mi mangia oggi a pranzo?

Mi sa che le uniche cose rimaste in casa siano uova e pancetta, facciamoci ‘na carbonara apocrifa: in culo alla tradizione e alla pressione alta!

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Intervista a Devid Ciampalini: “Ci sei solo tu, gli apparecchi e le vibrazioni, delle volte sono gli strumenti che guidano.”

S1040009Ciao Devid. Di dove sei? Che fai nella vita?

Ciao Luca, io sono di San Miniato un paesino nel mezzo tra Pisa e Firenze. Nella vita attualmente faccio il magazziniere per un azienda alimentare e mi appassiono alla musica.

Quando hai iniziato a suonare e ti sei appassionato alla musica?

Mi sono iniziato ad appassionare alla musica in maniera abbastanza spontanea in adolescenza. Inizialmente ho divorato tutto quelle che passavano gli amici, dopo mi sono fatto una mia personale ricerca di sottoculture fino ad arrivare alle più estreme. Dopo un po’ ho sentito l’esigenza di iniziare a suonare ed ho iniziato con il basso in un gruppo Post Punk.

Hai e hai avuto tanti progetti musicali, raccontami tutto quello che vuoi al riguardo del passato e presente.

13495099_1135357316507763_5087582144857568415_nNel 2011 suono nel disco “Nature and Culture” della band industrial / noise Super Vixens collaborando con Amaury Cambuzat (Ulan Bator / Faust). Nel 2012 inzio un percorso con Metzengestein e nel 2013 esce per la Sonic Meditation (US) il disco “Albero Specchio” con la collaborazione di Donato Epiro (Cannibal Movie). Nel 2012 esce per l’etichetta inglese “Plan Z” di Holy Hole band drone in duo con David Lucchesi. Nel 2015 esce il disco “Alchemy to our Days” per l’etichetta Yerevan Tapes, con la collaborazione di Virginia Genta (Jooklo Duo) e Giovanni Lami. La stampa nazionale ed internazionale si interessa ed escono vari articoli e interviste su carta stampata ed un passaggio su Radio Rai 3. Dopo una serie di tour italiani ed europei viene stampato altro materiale con la collaborazione di IOIOI per l’etichetta americana Split Banana. Nel 2015 inizia la collaborazione con Ezio Piermattei ed esce nel 2016 “Gara delle facce” per l’etichetta Tutore Burlato in trio con E. Piermattei e D. Lucchesi. Parallelamente alle mie formazioni ha portato avanti una ricerca legata all’improvvisazione come percussionista e compositore di musica elettronica, servendomi di sintetizzatori, field recordings e nastri magnetici. Ho suonato con vari musicisti della scena improvvisativa come Ezio Piermattei, David Vanzan, Virginia Genta, Eugenio Sanna, Edoardo Ricci, Adam Bohman, Marco Baldini, Maresuke Okamoto, Riccardo La Foresta, Thomas Lehn, Tiziana Bertoncini, Marcello Magliocchi, Maria Jiku, Andrea Borghi, ecc.  Nel 2016 inizio una nuova collaborazione con Daniele Biondo e Dario Sostegni alla band Punk / Noise Hare, con quest’ultima è in uscita un disco con la collaborazione di Micheal Morley (Dead C / Gate) e Nicola Vinciguerra (Fecalove / Splinter vs Stalin). Attualmente sto suonando con David Vanzan e Virginia Genta in trio come New Jooklo Age, abbiamo registrato e c’è qualche data in programma. Poi sto suonando con te con Alga Alma e sono molto contento di questo spero vada avanti. Inoltre sto 2118002122portando avanti il duo con il grande Lucchesi e un trio con Marco Baldini, trombettista di Firenze e Andrea Borghi. Spero di trovare anche il tempo di finire il mio disco solista dal quale sto lavorando da un paio di anni. Infine sto finendo un disco con Pablo Picco un ottimo sperimentatore elettronico Argentino.

Mi piace molto il tuo approccio alla musica elettronica, un approccio preciso e metodico, ma allo stesso tempo psichedelico fatto con attitudine punk. Difficile trovare persone in giro che mischiano insieme aspetti così diversi in modo così originale ma variegato. Che ne pensi?

Credo sia tutto frutto del background che ho, mi piace fare le cose con metodo ma sono sempre stato autodidatta quindi cerco di creare un personale modo di fare le cose. Punto direttamente al risultato e mi piace sfruttare quello che ho al massimo.

Hai fatto anche dischi solisti, che differenza c’è tra fare/suonare cose da solo e con altri. Parlami di come funziona la fase creativa quando fai musica nei due casi.

DSC03588Ma in realtà i dischi solisti che ho fatto non sono mai usciti e come ti dicevo prima ci sto lavorando, non è molto tempo che mi sono avvicinato ad un dimensione solista. Adesso penso sia il momento giusto. Mi faccio sempre condurre dall’improvvisazione; prendo le mie cose e suono ore registrando tutto, dopo assemblo il materiale come un collage. Ho fatto così in band e così faccio da solo. Sono sempre del parere che condividere un progetto o un idea è sempre piacevole, sento però il bisogno di essere sempre più selettivo. La selezione sulla persona, come mi trovo a livello umano è fondamentale.

Che musica ascolti adesso? E in passato? Che percorso musicale ti ha portato a sviluppare la tua sensibilità sonora?

Adesso sto ascoltando elettronica sconosciuta, molta new age e musica concreta ma 12540870_10208942764310889_3591057528626164439_nanche musica tradizionale. Ho sul lettore cassette Cristiano Carosi che saluto e nel giradischi i Black Dice. In passato ho ascoltato molto noise e musica psichedelica, credo che queste due dimensioni mi abbiano formato come persona oltre che come musicista.

Ho avuto occasione di registrare e jammare con te ultimamente e tu sei anche il colpevole di avermi fatto riniziare con l’organo. Quel giorno ti sei messo li hai posizionato un pò di microfoni fatto i volumi e i livelli. Dopo hai fatto partire il nastro e una volta registrato, la traccia suonava meglio di una fatta in uno studio dotato di 1000 apparecchiature. Ho avuto l’impressione di aver a che fare con un alchimista, non credo che il risultato della registrazione sia stata una semplice casualità. Parlami dell’aspetto registrazione della relazione tra il suonare e registrare, se per te i due aspetti sono collegati.

Si è stato figo, è stato molto intenso quel momento, forse alcune traccie sono da rifare ma è stato l’entusiasmo del momento che avvolte può essere deviante a farci sembrare tutto 26734443_1483696561752695_8709346186471743510_nperfetto. Ma credo sia bello così con la stanza piena, il clima, le luci, le risonanze, l’acustica, ecc. alla fine la musica è quel momento poi la registrazione è solo un ricordo emotivo per me. Il mondo delle registrazioni è molto complicato e anzi spero di rivederti presto per registare ancora e tirare fuori altro materiale, da aggiungere a quello buono che abbiamo. Per quell’occasione ho tirato su tutto senza pensarci troppo, conosco il mixer tascam che ho, il revox b77  e vari microfoni ed è venuto. Per me è come un immersione in un mondo parallelo, uno stato onirico fatto di elettricità.

Oltre che musicista, sei uno che si da un bel pò fare a organizzare serate da sempre. Ti ho conosciuto ai tempi di quando suonavo nei Trans Upper Egypt al Rebeldia di Pisa, c’era Ambient Noise Session attiva in giro per la toscana, da poco hai iniziato a organizzare le serate con la Fondazione a Pisa, parlaci di questo aspetto molto importante, addirittura forse ancora di più del suonare stesso.

Mi è sempre piaciuto organizzare portare nelle mie zone e non, musica che non si sente 2014-04-03-291spesso in giro. Con Ambient-Noise Session ho sempre cercato di aiutare gruppi o musicisti a completare i loro tour e chiamare chi merita ma magari non ha molta visibilità. Grazie a queste cose ho conosciuto anche molti amici che tutt’ora frequento ed è questo forse l’aspetto che più mi piace dell’organizzare, conoscere persone veramente appassionate con le quali condividere idee.

Che bolle in pentola, che programmi hai per questo 2018?

Non mi faccio mai troppi programmi, spero di far uscire più dischi possibile e magari suonare un po’ in giro. L’8 Giugno suonerò a Brescia a Villa No con New Jookle Age dove si aggiungerà per l’occasione anche il contrabbasista americano Brandon Lopez e presto presenterò il disco del duetto con Lucchesi. Per fine Luglio voglio organizzare un festival di 2 giorni per il mio trentesimo compleanno. Perché non programmiamo qualcosa anche noi con Alga Alma?

Come si fa ad avere i tuoi dischi? Link web e riferimenti per ascoltare la tua 22310282_1827914110571426_2034167569862948349_nmusica?

Per i miei dischi mandatemi una mail : ambientnoisesession@gmail.com oppure aggiungetemi su facebook vi darò tutte le informazioni.

Chiusura Marzulliana: Fatti una domanda e datti una risposta.

Cosa resta ?

Gli oggetti.

 

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Intervista a Stefano Demented di “Selva Elettrica – Laughing netlabel” (siamo a quasi 100 uscite!): “Perché una netlabel? Perché non ha senso! Ecco perché lo facciamo ( ahaha) siamo coerenti con la nostra idiozia.”

Ciao Stefano, come stai?

In questo momento ho appena finito la cyclette che non mi andava di fare e sono andato al gabicesso.. se non ci fosse sta cappa di pioggia starei meglio, ma siccome lamentarsi è diventato uno sport nazionale sto benissimo, grazie.13010587_10154206926664880_4807729328684785212_n

Acquanonpotabile già ti conosce bene, ti ha intervistato precedentemente, quindi eviteremo la prima e la seconda domanda di rito su chi sei, di dove sei e quali siano i tuoi interessi e passioni. Ne ha hai 1000 e 1000 progetti legati alla musica-e-non, questa intervista è un’occasione speciale per parlare della tua etichetta “Selva Elettrica – Laughing netlabel
” che è arrivata a ben 100 uscite, 100 dischi immateriali. Insomma una bella caterva. Quando è nata? Perchè? Sei da solo a gestirla? Parlacene a ruota libera.

 Ah sul serio mi avete già intervistato? Non me lo ricordavo proprio. In effetti non mi ricordavo neanche quando ha aperto selva elettrica, sono dovuto andare a rivedermi l’anno della prima release (ahaha). Vabè cmq non sono solo a gestirla, il vero fondatore è Gabriel Kudu, conosciuto anche come Kudu ed ex chitarrista dei Six Orange Mushroom e mente dei Donna Moderna e dei Nasce, un latinense doc, pure lui impelagato con parecchie cose in Italia e all’ estero, tant’è che facciamo fatica a vederci fisicamente. Ma d’altronde anche selva è immateriale per la maggior parte dei casi, cosi’ come lo sono la maggior parte delle sue uscite. Io sono entrato piu’ tardi dell’anno di fondazione, il 2005, perché in realtà al mio posto doveva esserci Gran master Ghei aka Alessandro, il mio socio nei Micropupazzo, che 5354_10151728366074880_164129624_nper un po’ si è diviso con Gabriel anche la grafica. Poi pero’ non riusciva a seguire la cosa e allora ha consigliato a Gabriel di chiamarmi. E da li insomma siamo volati insieme sulle ali dell’ istinto. Selvaelettrica è stata una delle prime netlabel conosciute, diciamo che all’ epoca era un discorso abbastanza pioneristico aprirne una, c’era tutto un discorso legato al copyleft, al creative commons, quindi ad un modo innovativo di concepire il diritto d’autore, che prima era assolutamente nazista, diciamolo. Era un’ apertura, un modo nuovo per provare a democratizzare il mondo della musica, per dare la possibilità a musicisti che ci piacevano di avere una piattaforma sulla quale presentare la propria musica senza avere rotture di balle, un laboratorio dove sperimentare. Noi la chiamiamo “la stazione termini delle netlabel” perché davvero è un continuo via vai, si va dal pop allo sperimentale piu’ duro, un casino di generi diversi e la linea comune è sempre una certa attitudine “diagonale”. Si, siamo arrivati quasi alla centesima uscita, che sarà una sorpresa: ma prima di arrivarci abbiamo pensato di contare fino a tre, quindi ci saranno tre uscite numero 99…sai il classico countdown che d’altronde ho dovuto fare per forza visto che c’è gente che aspetta di  per essere pubblicata Llukaed è giusto che io lo faccia (tra l’altro come sentirai sono release veramente bombazza, la prima è appena uscita ed è a opera del caposcuola della nuova elettronica albanese, Ilir Lluka, un vero outsider).

Sul sito web dell’etichetta e Facebook è spiegato molto bene in inglese la musica che produce “Selva Elettrica”, parlacene in italiano.

Si, diciamo che è sintetizzato molto bene in inglese: siamo un’etichetta che conta molti musicisti sparsi per il mondo e quindi ci sembra giusto come dire…pensare un po’ di piu’ a largo raggio anche se la nostra base è in Italia. In inglese suona piu’ o meno come.. “promuoviamo i peggio strani di sempre, direttamente dal profondo vuoto della musica e del rumore”. Che mi pare calzi perfettamente come definizione. Come ti dicevo prima, Selva è una stazione Termini anche nel senso che il nostro compito è quello di dare spazio a progetti che prima o poi saranno notati e fatti salire sul treno delle produzioni piu’ grosse, come è già successo per alcuni dei nostri artisti (uso la parola artista per sintetizzare, anche se è chiaramente riduttiva e strabusata e a volte anche due palle co sti artisti in effetti… inventamose un’altra parola, che so…artieri?). Nello stesso tempo, cosa secondo me peculiare, è che ospitiamo magari progetti paralleli e strambi, che altre etichette non pubblicherebbero manco pagate, anche di gente sotto falso nome che normalmente è conosciuta per altre ragioni sociali, oppure ospitiamo lavori che sono davvero come dire….uno sfogo molto sincero e verace di personaggi che magari di solito sono 942500_10151711128434880_2011321255_nmusicalmente molto piu’ composti. Insomma a noi delle formalità non ce ne frega un cazzo, ci interessa che uno si senta libero di dire quello che vuole e pubblichiamo quello che ci piace e basta. Non mettiamo praticamente mai bocca sul prodotto finale a meno che non ce lo chiedono. Vuoi mettere ottocento brani? Ok. Vuoi mettere una cover fatta cor culo o una copertina improponibile? Ok. A volte mi basta ascoltare solo un brano di un disco per dire : PUBBLICHIAMOLO. L’importante è che ci venga trasmesso quel non so che per cui ci si drizzano le antenne in testa. Alcune label vanno sul sicuro, magari che ne so… c’è un tizio famoso a cui chiedi una release, quello ti dà gli scarti, tu li pubblichi e magari vendi copie senza dire A, perché alla fine vendi il nome. Beh noi pubblichiamo invece SEMPRE cose assurde, siamo un suicidio commerciale perenne. Ma non pubblichiamo scarti perché la concezione di scarto per noi non esist , a meno che non glieli chiediamo proprio intenzionalmente, perché siamo curiosi di come possano suonare e credo che per capire bene un musicista nella sua completezza sia importante sentire anche la realtà delle cose e non la posa, e quindi anche i – tra virgolette – fallimenti, che poi in realtà spesso sono le cose migliori. Vado pazzo per le opere minori, è una mia malattia. Mi sa che praticamente ascolto solo quelle nella vita.

Come contattate i gruppi o come vi contattano loro, come fa uscire un disco su SE?

Beh  a volte ci contattano, sentiamo il materiale, ci piace, pubblichiamo. Pero’ se non ci 7256_10151728362294880_27309296_npiace rispondiamo con dolcezza (sempre se ci ricordiamo di rispondere, ammetto che questa cosa è a volte difficile in questa era di sovracomunicazione ma ci proviamo in tutti i modi, purtroppo mi si incrocia il cervello in testa) che non c’entra nulla con noi. Tipo sai, magari arrivano cose secchione, AOR, o di roba davvero standard.. aò, noi facciamo cose storte o quanto meno molto personali e atipiche! In quei casi è chiaro che loro non hanno intenzione di ascoltare manco un album che abbiamo fatto uscire, mandano a random. Secondo me invece uno che vuole uscire per selva deve sapere in che posto va a finire…tipo la foresta di Alice, per dire, ti trovi nel mezzo dei palmipedoni non ti puoi mica lamentare, dopo. Poi il modus operandi tra me e gabriel fa ridere: tipo pubblichiamo la roba che ci piace senza che l’altro lo sappia (ahaha). Tipo che improvvisamente ci sono ottanta release e tu dici come è possibile? Pero’ ogni tanto ci telefoniamo perché magari non sono convintissimo di una cosa che pubblica e viceversa, ma capita di rado. Diciamo che nel complesso ci fidiamo l’uno dell’ altro. La cosa che preferisco è sicuramente essere io a chiamare una persona e chiedergli una release, mi sembra più diretto che avere un rapporto semplicemente strumentale della serie mi serve uno che mi pubblica poi sticazzi di chi lui sia…

Perché una netlabel? Parlaci di questo punto fondamentale, sono passati più di 10 anni però tecnologicamente  e per quanto riguarda gli strumenti d’accesso alla musica ne sembrano passati 1000. Che senso aveva fare un’etichetta del genere negli anni 2000 e perché continuare oggi e domani?SEL44_maha bairavi kirtans

Perché non ha senso! Ecco perché lo facciamo (ahaha) siamo coerenti con la nostra idiozia. In realtà appunto, noi abbiamo deciso di rimanere DIY mentre altre si sono professionalizzate al punto che si esprimono in tutta la macchina di marketing come se parlassero delle major, avranno anche un bandcamp con roba buona ma non ti si inculano proprio se non per do ut des e insomma secondo me portano avanti un discorso che scopiazza le solite dinamiche della società dello spettacolo che in teoria la rete si prometteva di non far più capitare. Noi non promettiamo nulla a chi entra nella nostra scuderia, gli mettiamo semplicemente a disposizione una vetrina per quanto piccola sia, lavoriamo come la goccia che buca la roccia. Organizziamo delle serate live come RItalin Waves a Roma, dove facciamo esibire dal vivo i nostri pupilli insieme a gente di altre etichette, proprio per creare questo melting pot, questo confronto e scambio di idee e di contatti che alla fine deve essere musicale,reale, non strettamente commerciale e virtuale in cui vige ancora il culto della personalità. Noi mettiamo tutto in free download, non ce ne frega un cazzo. L’artista e noi che pubblichiamo siamo sullo stesso piano, c’è completa orizzontalità. E secondo me la cosa bella delle netlabel dovrebbe essere questa, se si mantiene il discorso anarchico della musica per la musica è ancora un modo dirompente di farlo, perché alla fine anche quando facevamo le SEL_92 Ai tempi di Gagarincassettine nei nostri primi tentativi di far girare la nostra musica l’approccio era uguale, solo che qui non devi spendere troppo ed è più facile farti sentire. Però come dici, ora si sono tutti un po’ scafati, hanno fatto diventare una cosa interessante un modo per tendere al grano, ogni artista in cuor suo anela al successo e ad avere un agente, l’anello al naso e a farsi spingere come l’ultima big thing del pianeta standosene magari comodamente in poltrona. Nel nostro caso non è che l’artiere (eheh) smette di sbattersi per delegare a noi tutto, la differenza sta qui. Certo, siamo intenzionati anche a crescere, quindi non è che siamo miopi e pensiamo che dobbiamo fare i duri e puri per forza e ci fanno schifo due spicci in più se arrivano, pero’ appunto non facciamo calcoli, non abbiamo l’intenzione di sfruttare i nostri artieri per fargli poi perdere il controllo della situazione come succede spesso, facciamo le nostre cose e basta e tra l’altro siamo molto ironici, ci prendiamo per il culo da soli non c’è quell’ atteggiamento “serioso”, ecco. Se la cosa prende piede bene, altrimenti noi siamo comunque online per altri motivi, non per organizzare l’invasione della Polonia. Anche perché, fortunatamente, non ne saremmo capaci, tant’è che il più delle volte chiudiamo economicamente in perdita: ma umanamente, senza dubbio, in guadagno.

Un’altra domanda sul supporto della musica, vogliamo fare un po’ di polemichetta come al solito su acquanonpotabile. Con la Bubca Records abbiamo portato avanti un discorso misto di supporti che prevede alla fine della fiera comunque il parto del disco su supporto cdr, cassetta o 7” e poi anche il free download dal sito. Ci sono sempre stati sulle palle quelli che pensano che l’importanza del disco sia legata solo alla concretezza ufficiale di un vinile o cd. Che ne pensi?

Ne penso che hai perfettamente ragione. Non sono, per esempio, feticista del vinile: lo compro e mi piace perché ..ecco voglio che sia vissuto, lo voglio maciullare nel senso esistenziale del termine. Ho dischi in vinile che valgono cento euro che adesso forse ne SEL09_The well tempered fruityvalgono 3 per come li ho usati e li ho comprati a 10, ma li ho suonati nei dj set, li ho rivoltati come calzini, sono esperienze vive in forma di plastica. Certo, rispetto chi ha questa visione quasi totemica dei supporti per cui li lava gli da i baci gli mette la copertina per dormire, d’altronde si fa questo anche a un Cicciobello, ma per me non è essenziale. Anzi ti diro’, il motivo per cui nasce l’ mp3 è perché devi cmq abitare in una casa senza essere seppellito da dischi di 12 pollici l’uno, che cazzo: e soprattutto coll’ mp3 non vai su discogs a farti truffare. Con selva anche noi ogni tanto produciamo dei vinili e delle cassette, ne abbiamo fatte un po’, sempre in edizione limitata, perché magari esistono delle musiche che suonano meglio su quei supporti, e poi perché ci diverte farlo. Ma appunto, c’è la versione free download fissa, quindi alla fine è solo un particolare, una cosa bella da fare, tutto qui. Poi lo sanno tutti che i vari supporti fisici si vendono ai concerti, altrimenti te li dai in faccia…per cui.

Ho ascoltato un bel po’ di dischi di SE, un po’ alla volta mi propongo di ascoltarli tutti, per te credo saranno tutti come tuoi tuoi figli, Ce n’è qualcuno in particolare al quale sei attaccato di più?

felipeAh guarda…..domanda difficile,anzi impossibile: sono tutti importanti per un motivo o per un altro. Sicuramente ricordo lo split con il maestro della IDM Dino Felipe col quale abbiamo fatto molte chattate interessanti e sono stato onorato che abbia accettato di pubblicare per Selva. Ci sono tanti dischi nostri tra l’altro, sotto mentite spoglie o come produttori: li ci ho messo il cuore chiaramente, ma non di più di quando si sintonizza con chi pubblico passando per la loro produzione e per la loro visione delle cose. E’ molto più gratificante. Un altro disco a cui sono legato è la comp NEW ROMANTIC NOISE che secondo me in tempi non sospetti ha anticipato l’hypnagogic, che sarebbe dovuto svilupparsi in maniera meno pop ma cosi’ non è stato e in quella comp c’è una bolla temporale che documenta il passaggio

Programmi futuri di SE?

Beh Selvaelettrica si è trasformata pure in un’associazione che si chiama SELVA , la quale ha diverse diramazioni tra le quali la sezione publishing che pubblica anche libri, come “rivestrane” di Jonida Prifti , e si occupa di documentaristica varia, di eventi culturali, new romanticinsomma di un sacco di cose: l’intenzione è quella di fare quello che insomma volevano fare i Pil e non sono riusciti a fare, ci auguriamo di superarli almeno in questo (ahaha). Poi vabbè a parte questa serie di nuove release, la mia intenzione è di aprire  ai giovani e di conseguenza pubblicare su Selvaelettrica anche i centenari, fare un lavoro sugli estremi. Come hai già visto c’è già qualche bel nome giovane, come il Gran Diavolato o Gimonti. Non che prima non facessimo cosi’ (vedi il caso Calcutta, abbastanza eloquente) ma penso che ora sia il momento di pensare a  una cosa proprio mirata ai regazzini e ai bacucchi, levando le vie di mezzo anche per reazione a questa polemica sterile vecchi vs giovani. Alla fine la cosa importante è la musica, se non vale un cazzo non vale un cazzo sia che hai ottant’anni o 13, sia che usi l’autotune o le chitarre elettriche. Anzi lancio un appello: Troppa gente che parla a sproposito, facciamo parlare i suoni e basta, please.

Chiusura di rito Marzulliana. Selva Elettrica fatti una domanda e datti una risposta. Grazie!

Chi sei selva? E la risposta: “ragazzi non capite- l’etichetta siamo noi: Selvaelettrica, fate voi!” ma soprattutto THIS IS THE MUSIC WE LIKE!!

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Intervista a Louise Burgers (Il Gran Diavolato, Johnny Poubelle ecc..) “La musica del Gran Diavolato nasce sempre da una piccola cosa che fa scintilla.”

Ciao Louise. Di dove sei? Che fai nella vita?01

Ciao Acqua, sono francese e nella vita faccio la baby-sitter e suono. Sono le mie attività principali ma faccio anche tante altre cose, perché come lo sai il rock non si puo’ fermare.

Come mai ti sei trasferita a Roma? Come ti trovi nella capitale? Ti sei ambientata bene?

Mi sono trasferita a Roma prima nel 2008 per lavoro del padre, andata via nel 2011 e tornata nel 2014. Mi ci trovo molto bene, ci sono tante cose che vanno male o non funzionano, l’ambiente non è sempre simpatico, tutto (anche la gente) è un po’ fermo ma mi sento a casa. Poi esco pochissimo di Roma est, ed è come se vivessi in un paesino tranquillo.

Quando hai iniziato a suonare e ti sei appassionata alla musica?

02Ho cominciato a suonare il pianoforte a 5 anni fino ai 20 (mai conservatorio, ho imparato a leggere le note e capirle, ma niente di più serio). Penso che anche prima di nascere ero già appassionata.

Qualche mese fa è uscito il primo disco de Il Gran Diavolato, progetto discretamente delirante di cui fa parte anche Gianlorenzo Nardi che ho già intervistato qualche tempo fa. Il disco è uscito per Selva Elettrica, ho avuto anche occasione di vedervi in azione al Baba Festival di inizio anno al Fanfulla. Com’è nato Il Gran Diavolato? Parlacene a ruota libera.

discretamente delirante”! Che bello!

Il Gran Diavolato è un posto occupato e auto-musicato, che scopriamo ogni 05volta che suoniamo cercando di farne una mappa. Il disco su Selva Elettrica è la terra non ferma. Quando ci siamo conosciuti, Gianllo mi aveva chiesto di suonare l’organo nel suo Lac Observation, abbiamo fatto 3 prove in 3 (con Manuel) e poi mai più, ma in 2 abbiamo continuato a suonare insieme perché ci divertivamo tanto. Non doveva “diventare qualcosa” era solo per noi un modo simpatico di passare il tempo. Poi è arrivato il grande maestro del rock che non si ferma: Stefano e ci ha detto di suonare al Baba. Grande angoscia perché era da tipo un mese e mezzo che suonavamo, ma tutto ok e poi abbiamo continuato le nostre esplorazioni.

So che è già pronto un disco nuovo, raccontaci com’è, le differenze dal primo, se c’è un concept o si tratta di tracce separate non necessariamente collegate tra loro.

03Nel primo suonavo l’organo, e Gianllo chitarra, organo (c’è uno a 4 mani), sega… Nel nuovo non suono, e Gianllo si è messo a batteria o tastiera. Era il periodo in cui io stavo scoprendo la mia voce, e i pedali attaccati al microfono (Memory Boy + Superego). A volte leggevo, a volte cantavo, cercavo note strane, alte, cercavo di capire i movimenti delle onde… Ci siamo divertiti tantissimo, e il risultato è una specie di bomba allucinata, sicuramente lacrimogena, che assomiglia a questo: https://soundcloud.com/grandiavolato/teaser e rappresenta la banchisa del Gran Diavolato. Sono tutte traccie molto diverse ma dentro quest’idea, sono tutti posti diversi.

Gianlorenzo : “ero sbronzo e non me lo ricordo. Louise me l’ha fatto risentire dopo qualche mese ed è stata una piacevole sorpresa”

Quando uscirà? Ci sono delle etichette interessate o farete un’autoproduzione? La situazione di etichette che stampano roba tipo la vostra in Italia è quasi praticamente assente. In Francia va meglio? C’è più interesse per proposte così fuori dal seminato?

04Quando uscirà, non sappiamo. L’abbiamo appena mandato a un’etichetta francese, vediamo se risponde! Se non lo vuole, o ne cerchiamo un’altra o facciamo un’autoproduzione. La situazione generale in Francia, non so se va meglio in realtà. Spesso fanno questa cosa di unirsi e fanno uscire un disco in 5 etichette tipo. Per esempio : https://www.discogs.com/fr/France-Sauvage-Jeux-vocaux-des-bords-de-Dronne/release/6918141 o https://www.discogs.com/fr/Krinator-Missa-Pro-Defunctis/release/7245902 (ascoltateli sono preferiti). Allora non so come fanno, né perché, ma si possono fare tante cose e quindi il paesaggio è anche orizzonte di possibili.

Come funziona la fase creativa? Le vostre tracce sono più atmosfere che canzoni ma a volte hanno melodie, insomma una cosa molto particolare che mi ricorda band tipo Amon Duul. Come registrate? Come nasce la musica de Il Gran Diavolato?

La musica del Gran Diavolato nasce sempre da una piccola cosa che fa scintilla. “proviamo questo strumento”, “che fa se attacco questo pedale?”, “oh guarda che belle note”, “che bel suono”, “facciamo una canzone su (…) ?” Poi ci mettiamo a suonare. Siamo incapaci di fermarci quindi molto spesso mi ritrovo con file di 1 ora, poi sentendolo cerco una parte più bella/interessante e “abbiamo un pezzo!”Dopo-il-live-con-ACCHIAPPASHPIRT

Gianllo ci riesce (dice che è perché ha suonato con “gruppi veri”) ma io non so fare la stessa melodia più di tre volte di seguito, anche se sono 5 note. Sul nuovo album c’è una che dura 12 minuti e durante tutto questo tempo faceva la stessa cosa, ed era la quarta volta che lo stavamo suonando. Sono piena di ammirazione

Un po’ di tempo fa mi hai regalato un cd del tuo progetto solista Jonhny Poubelle. Ho apprezzato molto, parlami di quello che fai da solista, di quel disco in particolare e di altri se ne hai fatti.

Come tutto il resto, non doveva esistere. Avevo scaricato Fruity Loops per vedere, mi sono divertita abbastanza per fare due mini album, ma era solo quello, non avevo nessuna intenzione in più. Poi a Stefano è piaciuto uno, ha Poubelle-@-REB-23-02-2018voluto farmi suonare dal vivo, cosa impossibile poiché inesistente. Quando gli ho risposto che non avevo uno strumento per fare questa cosa e che non avrei neanche saputo che tipo di strumento usare, mi ha detto “beh lo troviamo”. L’abbiamo trovato, si chiama Dino Bombar (https://www.roland.com/fr/products/sh-01a/) e mi fa impazzire. Le cose che faccio non assomigliano tanto al Johnny Poubelle da computer, ma penso che ora abbia preso una forma sua. Adesso ho aggiunto una drum machine, e ogni tanto un altro synth perché il rock non si puo’ fermare e più si è, più si ride. Questo disco “live da Castruccio”, l’ho registrato nella camera di un amico quando era andato via a Natale. Breve storia triste: aveva questo bzzzz strano e interessante nelle casse allora gli ho chiesto se potevo attaccare gli strumenti “per vedere” poi mi sono messa a suonare tantissimo, arrotolata nel piumone, e quando è tornato non funzionava più niente. C’è scritto “RIP le casse di Thibault”, in realtà era l’ampli. Stavo cercando di capire le capacità di quest’astronave, penso ora di averlo capito al 77%. Sono quindi più “esercizi” che pezzi veri, sarei incapace di rifarli, almeno esattamente cosi. Le canzoni in cui c’è voce invece sono stati fatti e ripresi in sala prove. Poi ho suonato dal vivo, era super angosciante ed ero 0% sicura di me, ma mi ha permesso di capire perché lo facevo e dove volevo andare con questa cosa, = continuare! Sto già preparando l’altro, uscirà fra poco (su Selva Elettrica), si chiama KINTSUKUROI. E’ questa tecnica/filosofia di vita giapponese di riparare le coseKINTSUKUROI rotte con oro, per renderlo e dichiararlo ancora più bello con le sue “cicatrici” che alla fine non lo sono veramente. Questo è più celestiale, certamente personale, e più pensato : ho costruito delle canzoni! Una gran parte però sono ancora cose che sarei incapace di riprodurre perché inventate non pensandoci troppo in sala prove.

Che musica ascolti adesso? E in passato?

A casa mia c’era solo e sempre Radio Classica come sottofondo, in salotto, in cucina, in macchina… Quando si parlava di musica era solo quella (quindi abbastanza vasto, ma comunque prima del 1900, dopo «non è musica»), e non sapevo che esistesse qualcos’altro. Era una passione, volevo essere chef d’orchestre. Poi a 13 anni mi è stato regalato un iPod, e ho cominciato a prendere alle mie amiche le cose che sentivano. Ho scoperto tipo i Beatles, Strokes, Franz Ferdinand, Libertines tutte queste cose. Poi ho cominciato la mia esplorazione, il rock non si è potuto fermare dunque ho ascoltato “di tutto” ma ancora oggi cose “fondamentali” o famose non le conosco, ho grandissime lacune musicali. Non importa perché vado ad emozioni. Ultimamente preferisco le sperimentazioni concrete rumori senza senso o quasi, forse perché quelle che danno non sono quelle che si aspettano.

Riesci a suonare spesso coi diversi progetti? Che tipo di reazione ha di solito chi ascolta?

_le-mie-poubelles-preferiteIl Gran Diavolato suona poco perché Gianllo lavora tanto, ma qualche volta riusciamo ad unire le nostre forze e inventare nuove cose. Esiste anche il Cantiere della Vergogna, con Gianllo e altri amici, una formazione variabile, di strumenti scambiati a turni, e io con Poubelle cerco di suonare quasi tutti i giorni. Penso che chi ascolta, all’inizio fa ma poi non so. Non riesco mai a prendere abbastanza distanza e capire quanto sia accessibile o ascoltabile. Se chiedi agli amici, ti dicono che è bello ma è perché sono simpatici, per queste cose bisogna non fidarsi. Uno ha detto “mi avete fatto salire l’inferno dentro”, un altro “si è sentito a casa”… 

Che bolle in pentola, che programmi hai/avete per questo 2018?

Ovviamente il Gran Diavolato ha già pensato a un nuovo album, abbiamo l’idea quindi ora ci dobbiamo solo mettere al lavoro. Se va tutto bene, pure Poubelle ne farà un altro per l’autunno, o prima, chissà. Voglio continuare a suonare (sempre di più e sempre in più), fare una cassetta del Cantiere della Vergogna, un’altra con il live del Gran Diavolato + Acchiappashpirt (si’, è successa questa cosa !!!), essere sempre più dorata e far fiorire l’intorno.

Link web e riferimenti per ascoltare la tua/vostra musica?

Gran Diavolato : https://www.youtube.com/watch?v=cwDfK3EhZT8 – https://soundcloud.com/grandiavolato –  https://selvaelettrica.bandcamp.com/album/sel-96-un-panorama-di-idioti-nudi

Johnny Poubelle : http://soundcloud.com/johnnypoubelle –https://johnnypoubelle.bandcamp.com/releases

Chiusura alla Marzullo, famoso personaggio televisivo italiano che spero proprio tu non conosca: Fatti una domanda e datti una risposta.

Me l’ha fatta un’amica, perché l’unica domanda che mi faccio è “perché” e a quella ancora non ho risposta.

  • perché l’organo ?

  • Hehe. Dopo 2-3 anni senza suonare, ho sentito una mancanza e ho voluto trovarmi qualcosa da suonare in camera. Un pianoforte non era l’ideale, anche perché volevo suonare IO, non cose già scritte e studiate mille volte e che volevo cambiare strumento, ma non volevo un synth e non so suonare altro. Non sapevo esattamente cosa volevo fare né che tipo di suono volevo, e sicuramente quello da chiesa era perfetto. Un mio amico mi ha detto “sei in Italia, prendi un Farfisa”. Ho scoperto che esisteva un modello che si chiama Matador e ho deciso (si, per il nome) di trovare quello: http://farfisa.org/farfisa-matador-r-combo-organ-162/Lo amo tantissimo ma non lo uso più, quindi se qualcuno è interessato, mi contatti.

    Johnny-Poubelle-nel-suo-environnement-naturel

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Agenzia di Viaggi Interplanetaria @ Scugnizzo Liberato, Napoli, venerdi-sabato 27/28 aprile 2018.

DSCF0064Se siete appassionati di grafica e fumetti e il ponte del 1° maggio eravate tra i 150.000 a Napoli per il Comicon, beh – lasciatevelo dire – avete sbagliato posto. Se invece che alla Mostra d’Oltremare foste andati in centro, salendo per Tarsia da Piazza Dante a salita Pontecorvo avrete trovato lo Scugnizzo Liberato e lì dentro UE’ 2.0, festival underground, praticamente anti-Comicon. Lasciamo un po’ perdere l’aspetto antagonista, in cui – ahimè – spesso una forte componente ideologica si unisce a un programmatico disordine organizzativo, allo Scugnizzo si possono trovare molte cose interessanti. Innanzitutto è DSCF0065veramente (almeno in parte) uno spazio liberato e occupato (nel senso che ci si occupa di molte cose e persone), si trovano bambini che scorrazzano con loro Santos nel cortile, delle autentiche liane, gente che va e viene, degli scorci mozzafiato su Napoli, canne a gogo e – nel suddetto ponte del 1° maggio – tra i vari stand (in realtà una serie di tavoli e tavolini in fila secondo un ordine apparentemente casuale) vi sarebbe potuto capitare di giocare a un quiz a vostra insaputa. Nessuna candid camera, tutto vero. Il banchetto era quello dell’Agenzia di Viaggi Interplanetaria gestita da Luca Tanzini, su cui oltre ai suoi dischi, manifesti, calendari, fanzine (merdazine, per la precisione) avreste trovato delle cartoline curiose. Già l’oggetto in sé (la cartolina) è interessante, col suo fascino vintage, ma in questo caso c’è qualcosa di strano. Si tratta delle vecchie cartoline che si mandavano dai luoghi di vacanze (spiagge, monti, città d’arte). I posti sono spesso conosciuti, perché uno c’è stato, ha visto un servizio in TV o, semplicemente, fanno parte dell’immaginario pop. Guardando bene, però, in queste cartoline c’è qualcosa di strano: “quel monte che assomiglia vagamente al Vesuvio, dietro al Colosseo non me lo ricordavo”. Poi guardando meglio si realizza che è veramente il
DSCF0068Vesuvio e che l’altro è veramente il Colosseo e si realizza che si tratta di un collage. E qui sarebbe iniziato il gioco senza vincitori, sconfitti o scommesse: sfogliando l’album delle foto, scoprire i vari luoghi sotto lo sguardo sornione di Tanzini che, alla fine – solo alla fine – avrebbe rivelato i luoghi sconosciuti o fraintesi, un gioco antico, un bel gioco.

FESTER TARWATER

colosseo,-roma-_-napoli-collage

 

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Intervista Cazzurillo / premiere video “PLAYCITY”: Sono abbastanza consapevole che alcuni noti snobboni dell’ambiente “underground”.. little italy mi considerano un fenomeno da baraccone più per i miei travestimenti che per la mia musica, onestamente frega un beato niente! Preferisco l’impopolarità-libertà alla gabbia-dipendenza dai loro mutevoli e superflui consensi aumm aumm.

Ciao Cazzurillo
Come stai? Che fai nella vita?CAZZURILLO_Q1a

Ciao Acqua Non Potabile, sto bene grazie, ho il raffreddore.
Nella vita “normale” cerco di fare la persona “normale”. Nella vita “ideale” sono CAZZURILLO una casinista menefreghista musicalmente impavida e solitaria.

Di dove sei e quando hai iniziato a suonare?
Prima di Cazzurillo hai suonato in altri gruppi?
Parlami del perché hai deciso di iniziare ad essere Cazzurillo, insomma raccontami la tua storia.CAZZURILLO_Q2a

Sono di Grinchland.
Ho iniziato a suonare la chitarra classica a 11 anni, mi fu imposta da una commissione di esperti didattici, perché avevo le mani troppo piccole e quindi, secondo loro, non adatte allo studio del pianoforte (mio grande amore da quando avevo circa 2 anni per via di mio zio che lo suonava sempre). Il mio insegnante di chitarra fu davvero pazientissimo con me, alla fine dopo un biennio di mio rifiuto totale verso lo strumento, é riuscito a farmelo apprezzare, diventando così “la mia grande alleata inseparabile” con cui ho cominciato fin da subito a comporre i primi selvaggi brani pre-adolescenziali + l’80% del mio attuale repertorio cazzurillico e non. Si chiama “Malagueña” proprio come il primo brano che imparai a suonare senza spartito (e senza plettro, bei tempi ahahah!!!).  Inoltre da quando in giro si era sparsa la voce che non molestavo più i pianoforti altrui, le persone/ amici/ conoscenti/ parenti che ne possedevano uno, avevano ripreso ad invitarmi a casa loro regolarmente, favorendo così il mio rientro definitivo in società 😀 CAZZURILLO_Q2b
Da bambina mi piaceva molto anche registrare voci e suoni con il Fischer Price, suonare le pentole sul balcone di mia nonna, duettare con l’ologramma di Lucio Battisti le sue hit usando il Canta Tu, improvvisare coreografie con tanto di salti mortali dal materasso a molle dei miei genitori sulle note delle grandi sinfonie dei grandi compositori come Cajkovskij, Prokofiev, Ravel, Wagner, Carl Orff, Strauss. Per fortuna avevamo la moquette e non sono mai scivolata o ferita, a parte qualche botta di poco conto quando perdevo l’equilibrio e andavo contro le chiavi degli armadi o gli spigoli dei comodini durante i volteggi, pirouettes e spaccate in aria :)!!
Dai 14 ai 25 anni circa ho cantato/ suonato in varie band riot grrrl – alternative – CAZZURILLO_Q1cpsychedelic – experimental – noise – post punk – electronic – lofi blues per lo più sconosciute o quasi, i cui ripetuti fallimenti – scioglimenti – abbandoni, mi hanno portato definitivamente a dedicarmi solo ed esclusivamente a CAZZURILLO, cioè a me stessa.

Da un po’ é uscito “Greetings From Grinchland”, il tuo ultimo disco.  Raccontami come é nato, come é stato registrato, se ci sono state delle collaborazioni, per chi é uscito e ovviamente come si fa ad averlo.

G.f.G https://cazzurillo.bandcamp.com/album/greetings-from-grinchland, che dopo Mailakoki é il mio secondo album, é nato da una fortissima esigenza personale nel voler manifestare CAZZURILLO_Q3atutto il mio dissenso – disgusto – disagio verso la città di Grinchland. Per comporlo, svilupparlo e ultimarlo mi ci é voluto diverso tempo, complice anche il fatto di abitare a Grinchland, “Playcity” per eccellenza (https://youtu.be/elb5Thdrd0I), dove si viene o si ritorna principalmente per cercare “lavoro” e senza accorgersene si finisce per spendere la maggior parte del proprio tempo e denaro in vere e proprie “stronzate” in compagnia di avvoltoi, sanguisughe e vampiri dal sorriso smagliante finto rassicurante (https://youtu.be/oYLnZWj7SE8) Inizialmente dovevano essere 12 brani, come i mesi dell’anno e i segni zodiacali, ma poi ho deciso di pubblicare a parte nel 2013, qualche anno prima della uscita di “G.f.G”, la 12sima traccia, della durata di 18 minuti e divisibile in 13 parti distinte, “Ghosts are surfing now!” https://cazzurillo.bandcamp.com/album/ghosts-are-surfing-now sottoforma di EP autoprodotto dalla mia etichetta La Solita Minestra. Le restanti 11 CAZZURILLO_Q3btracce di G.f.G rappresentano uno spaccato di diversi aspetti della vita e società Grinchlandiana, in pratica sono 11 episodi ciascuno dei quali racconta cose vere o rielaborate o totalmente immaginate, vissute direttamente dalla sottoscritta o da altri personaggi reali e irreali. Ho comunque cercato di estraniarmi il più possibile come voce narrante (volutamente da me tenuta “sotto” durante i mixaggi) per dare più risalto alle parti strumentali e vari elementi di contorno. Il mio obbiettivo era di ottenere un sound fangoso, denso, impastato come una sabbia mobile dentro al quale siamo stati ingurgitati e da cui non si riesce più ad uscire. I vari pezzi sono stati da me composti mediante l’uso della sovrapposizione di decine e decine di tracce “spazzatura” che avevo precedentemente messo da parte, il tutto rimodellato da un ossessivo taglia-cuci compulsivo con continui cambi d’idea regolati dai miei molteplici sbalzi d’umore/ stati d’animo, arrivarci in fondo é stata davvero dura ahahah!!! Diciamo che ogni fase del disco (dalla composizione all’editing, al mixaggio al 28176037_10213262474490058_584843537_n

mastering, per non parlare dell’artwork…) ha avuto una “propria avventurosa vita a sé” e questo non sempre per colpa mia ahahah!

L’album vede anche la partecipazione di alcuni preziosissimi ospiti, come Beppe Mondini (Meteor, Ottone Pesante), Gabriel Marzi (Dolpo), Re Beluga (Marco dei Wolfango), Roberto Maggioni (Raubaus, Eternal Zio), Andrea Rovacchi (Julie’s Haircut) da me direttamente coinvolti per improvvisare in fase di sovraincisione su alcuni brani dell’album. Andrea Rovacchi in particolare ha giocato un ruolo fondamentale durante gli arrangiamenti, editing e mixaggio del disco in veste di grande amico/ consigliere/ musicista e co-produttore. Per avere G.f.G i 4 modi classici sono:

1)  Quello mondano: venire a uno dei miei concerti

2)  Quello esterofilo: ordinarlo sul sito delle due etichette: la belga Cheap Satanism Records: http://www.cheapsatanism.com/catalog/cheap666-034/ e la francese Lentonia: lentonia.com/shop.html

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3)  Quello globalizzato: comprarlo da alcuni noti online store: tipo Amazon o in streaming su Bandcamp, Soundcloud, Spotify, Deezer, I Tunes etc

4)  Quello intimista: contattare me in privato scrivendo a: lasolitaminestra.agency@gmail.com oppure tramite fb https://it-it.facebook.com/CAZZURILLO/

il 5) quello “c’era una volta” ovvero andare in negozio, credo valga solo per l’estero.
Purtroppo alcuni negozi “specializzati” che ho fisicamente contattato qui a Grinchland poco prima che uscisse il disco, nn si sono dimostrati molto interessati alla mia proposta di conto vendita e nn avendo io un distributore qui in Italia, ho preferito a un certo punto lasciare perdere… :/

Io ho anche un tuo vecchio cd che credo sia una un’autoproduzione. Parlami delle uscite precedenti. Quanti dischi hai fatto? Compilation ecc?

CAZZURILLO_Q4aLa mia “discografia”, se così proprio la si vuol chiamare :), é piuttosto mista e caotica, come me del resto 🙂 :). Su supporto anche fisico, cioè cd, ad oggi sono stati prodotti soltanto 2 album: “Maialkoki” https://cazzurillo.bandcamp.com/album/maialkoki (2007 autoprodotto); “Greetings from Grinchland” (2016/ 2017 Cheap Satanism/ Lentonia/ La Solita Minestra) e 1 EP: “Ghosts are Surfing Now!” (2013 autoprodotto La Solita Minestra Records). Poi nel 2017 “Dead in the head” (https://youtu.be/fhBAU7BveZc) una versione da me pesantemente riarrangiata del celebre brano di Rowland S. Howard e Lydia Lunch é stato selezionato da Lentonia Records etichetta parigina per l’uscita su cassetta e in digitale della compilation “Planète Hurlante # 2” https://lentoniarecords.bandcamp.com/album/plan-te-hurlante-2 . Lo stesso brano, ma registrato alcuni anni prima in versione acustica (https://youtu.be/yNkLpfWk_mE)  invece si trova nella mitica compilation “Cacaoke” uscita in cd e digitale nel 2014 per Bubca, Pazuzu, Osso Sacro e Drug City Records all’interno della quale si possono trovare nomi di spicco del panorama underground nazionale come: Craxi Driver e Tony Arruso, Fuffa Farfa, Duodenum, Holiday Inn, Karma Fish, Tab_Ularasa e tanti altri. Tutto il resto della mia produzione si può CAZZURILLO_Q4ctrovare, ascoltare, scaricare, comprare principalmente su: Bandcamp https://cazzurillo.bandcamp.com  e Soundcloud https://soundcloud.com/cazzurillo. Nel 2014 ho anche collaborato con il mitico duo ebolitano “Maybe I’m”, prestando voce + urla isteriche in un brano del loro ultimo disco “Bwa Kayiman”, il pezzo si chiama “Commen-sale” https://maybeimnot.bandcamp.com/track/commen-sale, é stato molto divertente lavorare con loro, sono bravi guaglioni e quell’anno lì, ho anche partecipato come corista a qualche loro concerto.

Come funziona in sala prove, nel senso suoni da sola ok.. quindi come funziona la fase creativa e la composizione? E invece come ti prepari a un concerto?

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Bé, da sempre il mio sogno sarebbe quello di abitare in una casa-studio-sala prove dove poter fare casino qualsiasi ora del giorno e della notte di qualsiasi giorno dell’anno, ma non potendomi permettere niente di tutto ciò, mi limito a scrivere testi, comporre, suonare e registrare “silenziosamente” i miei brani in ambiente domestico (stanzetta sgabuzzino) per poi provarli, finalmente rumorosamente, in una sala prove che, per motivi economici, prendo in affitto a ore solo in prossimità dei concerti e dove, tra una prova scaletta e l’altra, mi capita di fare qualche “break cazzeggio” in cui butto fuori suoni/ ritmi/ loop a caso suonandoci/ cantandoci sopra sempre a caso. Successivamente, riascoltando le prove che maniacalmente registro ogni volta, se di questo materiale di cazzeggio improvvisato, c’é qualcosa per me di vagamente “interessante”, lo metto da parte per poi tornarci sopra in seconda battuta, rielaborandolo sotto forma di nuovo brano o base. Comunque i brani di cui mi ritengo più soddisfatta sono in realtà frutto di un errore o semplicemente nati per gioco magari partendo da rumori/ suoni da me registrati sul momento o in precedenza chissà dove in giro.

Da quanto ne so gli ultimi dischi sei stata in studio, e hai registrato un po’ li è un po’ da sola credo. Sbaglio? Quando ti registri da sola che metodo usi per registrare?

CAZZURILLO_Q6aIn realtà in studio di registrazione, seppur in una vita precedente li abbia frequentati spesso per lavoro e motivi personali, ci bazzico pochissimo: a) perché mi piace inizialmente lavorare autonomamente alle mie cose seguendo i miei tempi (lunghi), mezzi (poveri) e idee (variabili); b) xché considero lo studio come un “qualcosa di talmente di lusso” dove andarci con del materiale già ben organizzato e idee molto chiare in modo da non perdere di vista la propria identità/ gusti e coerenza con se stessi quando il fonico o produttore del caso metteranno le mani sui provini, lasciando comunque lo spazio necessario per ragionare assieme sul “cosa é meglio” per i brani e farsi consigliare da chi le cose le vede/ sente in maniera decisamente più obbiettiva di chi le ha composte/ suonate fino a quel momento.
L’importante é affidarsi a qualcuno che professionalmente stimiamo e conosciamo bene per come lavora. Purtroppo in giro é pieno di quaquaraquà ladroni sboroni (soprattutto gente che milita o ha militato nelle band) che si definiscono “fonici” o “produttori” solo perché sanno vagamente spippolare su un mixer o hanno sul computer qualche programmino del cacchio oppure il papà/ la zia/ il nonno o la nonna gli ha comprato CAZZURILLO_Q6bl’attrezzatura costosissima che manco sanno usare. Nel mio piccolo, mi ritengo estremamente fortunata ad avere la possibilità di potermi confrontare spesso con Andrea Rovacchi, il quale, prima di essere mio co-produttore a tempo perso, é innanzitutto un mio caro amico a cui voglio molto bene e stimo enormemente. Anche se abbiamo due approcci completamente diversi nei confronti della musica (io prolissa + tecnicamente punk, lui conciso + tecnicamente competente) e le nostre sessioni in studio iniziano e finiscono sempre con scontri e scaramucce, ascoltandoci e rispettandoci l’un l’altro, riusciamo sempre e comunque a ottenere un risultato finale di cui siamo soddisfatti entrambi. E questa per me é davvero una gran cosa!

Ascoltando l’ultimo disco si capisce che sei una grande appassionata di musica a tutto tondo. Che tipo di musica ascolti adesso e quella che hai ascoltato in passato?

CAZZURILLO_Q7Ecco, questa é la tipica domanda che leggo spesso con curiosità ed un pizzichino di malizia nelle interviste altrui, ma spero sempre non la facciano a me ahahah. Comunque sì, volente o nolente, nel bene e nel male ascolto (e registro) proprio di tutto!
D’altra parte in una città come Grinchland il vero silenzio non esiste da nessuna parte https://cazzurillo.bandcamp.com/track/intermezzo-2, neanche nei tanto frequentati e costosissimi centri yoga o silence room che vanno molto di moda ultimamente tra chi se li può permettere (io non di certo ahahah), figuriamoci sui mezzi/ in casa con vicini/ parcheggiatori molesti/ rumori del traffico, sirene varie etc etc o paradossalmente anche nei rifugi in montagna dove attraverso i megafoni attaccati ai muri ti trapanano il cervello + timpani costringendoti ad ascoltare roba – se va bene – tipo Iva Zanicchi – se va male Jovanotti, Tiziano Ferro & co..e tu magari ti fai i km x un po’ di pace e invece no, devi ascoltare sta merda mentre sei immerso nella natura…poveri noi e poveri animali del posto! Per fortuna ho sempre con me tappi, auricolari e registratorino a portata di mano!

Che gruppi ti piacciono italiani e stranieri di ieri e di adesso?

CAZZURILLO_Q8Mmmm nn saprei, continuo a pensare a quei poveri cerbiatti, caprioli, stambecchi…non riesco proprio a concentrarmi, rischierei di dare risposte a caso (come ho già fatto in passato) di cui potrei pentirmi amaramente….ahahahah ;P
Ovviamente, oltre agli stimoli che vanno e vengono a seconda del periodo e arricchiscono costantemente il mio bagaglio di ascolti, ho i/ le miei/ mie grandi maestri/ e capisaldi che nessuno può toccarmi, ma essendo io una persona piuttosto gelosa, possessiva e riservata me li tengo per me, xché la “famicchia nun se tokka!!!” Diciamo che vorrei davvero evitare di rispondere a questo tipo di domande con liste infinite di nomi, titoli, date, periodi, generi etc etc, visto che molto spesso si rischia di essere fraintesi e giudicati come “sapientoni” o al contrario “ignoranti”, “leccaculo” (della serie, tu citi ammmé, che io cito attté) o semplicemente “modaioli/ paraculi”, cose che ovviamente io non sono! 😉 Tanto so già che prima o poi mi pentirò anche di questa di risposta ahahahah!!

Come sta andando il disco? Sono uscite belle recensioni, ti stanno chiamando a suonare? Cerchi i concerti da sola, ti aiuta qualcuno? Autoproduzione per necessità o per amore? Come la vedi?

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G.f.G. sta andando complessivamente bene sia all’estero (grazie al supporto delle due etichette che ne hanno contribuito alla realizzazione, promozione e diffusione, Cheap Satanism di Bruxelles e Lentonia di Parigi), sia in Italia (grazie ai miei piccoli sforzi da finto ufficio stampa con La Solita Minestra e l’attento passa parola di estimatori, conoscenti, amici e sconosciuti, che a parer mio, valgono sempre di più di qualsiasi “post sponsorizzato” o altre simili cazzate spilla-soldi). Certo c’é chi mi ha considerato di più, chi meno, chi zero proprio guidato da chissà quali strane logiche di mercato/ “gusti”/ raccomandazioni… ad es. alcune note webzines nostrane, le quali solitamente trattano generi molto simili ai miei (e non sto parlando di Rockit a cui da secoli non mando più nulla) si sono palesemente rifiutate di recensire l’album e anche roba precedente. Da lì mi sono sempre chiesta: “l’avranno davvero ascoltato?? Oppure avranno semplicemente guardato quanti like ci sono sulla mia pagina Fb o sono io colpevole di non aver citato qualche “contatto gggiusto” strizza-occhiolino 😜 ???” Poi va be’, ci sta anche che la mia musica non piaccia affatto, eh?! 😄 Non voglio fare l’ingenua, ma per me questo aspetto del mondo della musica italiana rimane tuttora ad oggi un CAZZURILLO-_Q5b
assoluto mistero. Anche perché quando si ha a che fare con l’estero non é proprio così! Lo so sembra sempre il solito luogo comune, ma davvero tutte le volte che ho preso contatti con magazine/ blog/ fanzine/ radio straniere etc, nel 90% dei casi ho ricevuto con tempi ragionevoli: riscontri, feedback, suggerimenti e soprattutto risposte positive o negative con motivazioni sensate.. bah, vai a capire i nostri connazionali… 😕 Per quanto riguarda i concerti, agisco in maniera contraria, nel senso che solitamente sono gli altri (locali, promoter, conoscenti, amici) a propormi delle date e quindi i concerti arrivano spontaneamente. Questo mi permette di suonare più facilmente in contesti maggiormente in linea con la mia proposta sia per quanto riguarda il genere di serata o locale o band con cui condividere il palco o, cosa fondamentale, il pubblico. E anche se questo significa, fare meno date, xché non é che la gente mi scriva tutti i gg proponendomi serate (almeno fino a quando nn uscirà quest’ intervista ahahah!!!!), preferisco decisamente gestire la questione “Cazzu live” in codesta maniera “less is more” 😀

Ho assisto a diversi tuoi concerti e durante i live ti piace indossare cose colorate e camuffarti. Hai dei riti fissi e costumi precisi o ti piace cambiare ogni volta?

Senza parrucca plasticona arancio-rossastra e mascherina sugli occhi, cioé la mia CAZZURILLO_Q10b
armatura/ scudo, non sarei CAZZURILLO! Però a volte, soprattutto quando faccio i “dj Cazz-set” quindi un’attività spensierata post- cazzurillica, mi piace infighettarmi zarramente ostentando la vera biondona tamarra che é in me… sai com’é, “l’energia della nocheeee!!!”… Invece quando suono il mio live set seguo sempre un concept ben preciso, ad es. per G.f.G é la spazzatura, il pattume, lo scarto e quindi ogni volta mi creo degli outfit usando i sacchi neri della spazzatura e ritagli dei giornali appiccicati sopra. Durante le date di Ghosts are surfing now mi travestivo da fantasma hawaiana utilizzando lenzuolo bianco e orpelli esotici di vario genere, oltre alla scritta “Aloha” sulla tastiera. Per la Claudianovation a Reggio Emilia invece mi ero vestita da metallara e così via. Comunque sì, qualsiasi stagione e temperatura ci sia, sul palco senza travestimento non ci salgo né intendo farmi fotografare, mi sentirei più che nuda, decorticata come i cereali ahaahah!CAZZURILLO_Q10c

Sono abbastanza consapevole che alcuni noti snobboni dell’ambiente “underground/ shperime(n)tallo little italy” mi considerano un fenomeno da baraccone più per i miei travestimenti (e per il “brutto”, a parer loro, nome che mi sono scelta) che per la mia musica, onestamente frega un beato niente!
Preferisco l’impopolarità-libertà alla gabbia-dipendenza dai loro mutevoli e superflui consensi aumm aumm.

Parlami anche di come vivi i concerti, come li prepari, se sei emozionata prima di suonare come ti senti quando suoni?

I concerti cerco di viverli serenamente, preparandomi nel miglior modo possibile provando la scaletta più volte almeno due settimane prima del concerto, organizzando tutti gli aspetti logistici (trasporto strumentazione, merchandising e bagagli vari, mezzi per spostamenti e relativi costi, eventuali pernottamenti, pasti), scenici (visuals, vestiti) e tenendo i contatti sempre aggiornati con chi mi ha invitato a suonare o relativi fonici per ciò che concerne scheda tecnica, backline, cablaggi, proiezioni, orari vari, durata set, promozione e cachet. L’emozione vive in me già da quando inizio a lavorare a tutti questi aspetti per poi esplodere in “pura energia cazzurilica” appena inizio il concerto. Solitamente mi capita di andare in bagno più volte prima di cominciare a suonare, oltre che bere un po’ d’intrugli alcolici o analcolici vari durante e dopo lo show, quindi sempre CAZZURILLO_Q11cmeglio avere un wc in zona palco o camerino, nn si sa mai ahahah :)!! Comunque sì, sono sensazioni davvero potenti a cui non rinuncerei per nulla al mondo, compresa quella, quando capita, di riuscire a vendere i cd direttamente dal palco senza spostarmi!!! ❤

Concerti, tour in vista?

Sì, ho iniziato a ricevere qualche invito molto interessante per febbraio e la primavera, al momento la città di Grinchland sembra volere l’esclusiva, chi l’avrebbe mai detto ahahah!!!!

Hai qualche aneddoto particolare legato a qualche giro o concerto che vuoi raccontarmi?

Bé di solito le cose più pazze stile “sesso, droga e rock ’n’ roll” mi succedono quando partecipo ai concerti in veste di pubblico, al contrario durante le serate in cui suono, cerco sempre di mantenere un certo “contegno” o finto tale per ovvi motivi tecnico-logistici pre/ post serata 🙂 Comunque sì, di cose divertenti ne succedono sempre, pensa solo che più della metà dei concerti dello scorso anno li ho fatti con la febbre alta e placche in gola.. oppure tipo quella volta che a Parigi ho suonato in una situazione CAZZURILLO_Q13bdavvero “pazzoide” con tanto di gente altamente “su di giri”, sangue, ammore globale tra gli spettatori e addetti ai lavori + loro amici nel camerino, in pratica una seratona sold out conclusasi con decine di persone rimaste fuori che spingevano contro la sicurezza e furto totale dell’incasso la mattina seguente. Un’ altra situazione banalissima ma divertente, mi é successa durante la promozione di un evento in cui ero stata invitata direttamente dalla band headliner per aprire la serata. In pratica, a differenza delle altre date del tour della band con altri supporter, qualcuno dello staff, nonostante le mie richieste, preferì omettere dal titolo dell’evento e sulle locandine della serata il mio nome “bizzaro”, perché pareva “stonasse” eccessivamente con il contesto “sofisticato” in cui ero “illegittimamente” finita ahahaha!!!

Ringraziamenti e saluti

CAZZURILLO_Q15aGrazie a chi mi supporta e mi sopporta. W gli eremiti, i calimeri e le pecore nere. Cari saluti da Grinchland! Bisous & Fuck you!!!

Fatti una domanda e datti una risposta.

Ok perfetto, ecco il quesito giusto per sfatare finalmente un falso mito e perdere in un colpo solo decine di estimatori/ trici/ fans/ curiosi/e vari/ie + focosi sposimanti e maniaci del caso..

Q: Il nome CAZZURILLO c’entra qualcosa con la parola “cazzooo”?
A: Spiace tanto ma…se ancora non fosse chiaro: col CAZZuuuU!!! 😛

 

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Intervista a Aaron MadDaddy: “Allora ti racconto un po’ di me, partiamo dal mio nome, Aaron, i miei genitori su consiglio di una mia zia mi chiamarono così per l’ amore che la mia famiglia ha sempre avuto per Elvis Aaron Presley.”

Schermata 2018-01-13 alle 17.04.42Ciao Aaron. Di dove sei? Che fai nella vita?

Ciao Luca, sono nato e cresciuto in un paesetto di circa 3000 persone nella provincia di Oristano (Sardegna), da poco piu’ di 3 anni mi sono trasferito a Londra per lavoro, la crisi del lavoro mi ha fatto emigrare.

Ci conosiamo dai tempi della Cantina del Rock… eri uno dei più appassionati fan e supporter del programma. Sei sicuramente anche uno dei più grossi esperti conoscitori di musica garage punk in circolazione e questo lo si può facilmente dedurre dai post a raffica di gruppi sul tuo profilo: poche chiacchere e fuoco puntato fisso solo su musica che spacca. Raccontami di te, come, quando e perché ti sei appassionato a questa tipo di musica?

Allora ti racconto un po’ di me, partiamo dal mio nome, Aaron, i miei genitori su Me000consiglio di una mia zia mi chiamarono cosi per l’ amore che la mia famiglia ha sempre avuto per Elvis Aaron Presley!!! quindi sono cresciuto ascoltando Elvis e non solo, Little Richard, Jerry Lee Lewis, Eddie Cochrane, Creedence, Rolling Stones, Otis Redding, Beat Italiano…… poi in casa si è sempre ascoltato di tutto, la radio stava sempre accesa, poi a verso il 1987/88 scoprimmo con mio fratello la musica metal, tra programmi radio, e programmi sulle reti tv private sarde iniziamo ad ascoltare questo genere musicale, comprare i primi dischi e riviste, il genere lo ascoltavo pero’ qualcosa stonava un pò, comunque ascoltando sti programmi ogni tanto ti beccavi qualche brano punk o hardcore che gia’ mi dicevano qualcosa di più. Un giorno, sempre attorno quegli anni, tipo 88/89, mio fratello chiese a mia nonna i dischi del fratello di mio padre che non era più tra di noi da qualche anno, e mia nonna glieli diede, ci trovamo tra le mani dischi e cassette di Sex Pistols, Crass, Doors, Talking Heads, Contortions, Pink Floyd, Ramones, Cure, Joy Division, Cabaret Voltaire, Clash, Siouxsie e tanto altro. Da là iniziarono altre scoperte e ricerche musicali, sempre comprando dischi, fanzine e riviste varie. Un giorno credo fosse la fine del 90 o inizi del 91, mio fratello (piu’ grande di me di 4 anni) tornà a casa con una cassetta che gli prestò un caro amico, anche lui non è più con noi da un po’, si trattava di una cassetta compilation compilata da un nostro paesano. La cassetta s’intitolava Psychotic Party, ma non c era scritto nient’altro, nessun nome di bands; with Mike Hudsonl’ascoltammo per giorni, ci piacque tantissimo, ma non avevamo idea di che musica fosse. Allora mio fratello parlò con la persona che registrò il nastro e gli chiese che musica era e lui rispose: 80’s garage punk! Le bands che c’erano dentro erano Chesterfield Kings, Wylde Mammoths, Primates, Sick Rose e altre che ora non ricordo, gli chiese anche se gli poteva prestare quei dischi, per poterli ascoltare e registrare. Questo amico con entusiasmo prestò i dischi a mio fratello e durante quegli anni ci prestò tanti altri dischi, ci fece scoprire tante bands, e lui è la persona che ci ha dato il punto di partenza su tutto quello che ho scoperto negli anni sul mondo del garage punk. Tra i dischi che ci presto’ c erano le bands del nastro Psychotic Party che ho menzionato prima, Miracle Workers, Stomach Mouths, Creeps, Crawdaddys, tutte ste bands mi (ci) fecero impazzire. Il metal inizio a scomparire subito dalle nostre menti, dalla mia in particolare subito. In mezzo a quei dischi c’era una band che suonava diverso, e ci spiazzò non poco, era qualcosa di 14725730_1145528422202405_3924373652314748637_nipnotico e primitivo e che amammo subito alla follia, si trattava di Psychedelic Jungle dei Cramps, un disco favoloso, i Cramps ovviamente sono diventati il mio gruppo preferito di sempre. in quegli anni la, dai primi anni 90 sino ad oggi, ho iniziato a comprare dischi sempre come potevo, quando avevo due lire venivano spesi in dischi, ordinavo da Helter Skeleter, Hate, Just Like Heaven, Gosh, Rockin Bones, Mad Driver, Hellnation, Disfunzioni Musicali, Contempo, Goofellas, questo in Italia, all’estero da Crypt, MIdnight e Dionysus. Dai primi anni 90 fino alla fine dei 90 ho comprato quasi esclusivamente garage punk, 80’s e 90′ revival, e qualcosa 60’s, poi verso la fine dei 90 ho iniziato a comprare anche le bands su Crypt Records, Norton, IntheRed, Goner, Rip Off, Goodby Boozy, Solid Sex Lovie Doll, Hate, bands Blues Punk, Trash Garage Punk, Killed By Death style, e tanto 70’s punk minore, tante compilations della Norton e 12316234_929676173787632_7682759450056729624_nCrypt sia garage che rock n roll ….poi ogni giorno c e’ qualcosa da scoprire molto dal passato, e adesso la qualita’ delle bands à un pò scadente, si sente parecchio la mancanza di Jay Reatard come autore e produttore.

Ti sei anche cimentato nel suonare o sei sempre e solo stato ascoltatore?

Sul suonare, ho provato a strimpellare la chitarra, ma non era per me, son totalmente negato, quindi funziono meglio come ascoltatore. Prima che partissi per Londra, ho 13654331_1070425949712653_1302095076408678530_npassato qualche anno in totale crisi lavorativa i soldi erano pochi, e allora non potendo spendere tanto i miei acquisti di vinile sono calati, quindi mi son messo pure io su internet ad ascoltare la musica, e fare la ricerche cosi. Scoprì cosi per caso e la Cantina del Rock, non ricordo come la trovai …. e ogni sabato pomeriggio mi appassionavo ad ascoltarla, poi la spostarono il lunedi notte, come tu ben sai, spero possa tornare presto il programma, era di ottima compagnia, un gran piacere ascoltarla e sentire le voci dei cari Bob e Damiano.

Segui anche concerti e musica dal vivo?

Per quanto riguarda i concerti, da quando sono a Londra ne sto vedendo tanti, il Schermata 2018-01-13 alle 17.05.53miglior concerto a cui ho assistito sono stati igl Scientists un anno e mezzo fa, poi mi son visto Oblivians, Gories, Real Kids, Fleshtones, Barracudas, Black Time (la mia band UK preferita), Hipshakes, Atomic Suplex (dal vivo spaccano di brutto, su vinile non rendono come vederli live), Guitar Wolf, Sick Toughts e tanti altri. Piu’ mi sono visto in Spagna le ultime 3 edizioni del Funtastic Dracula Festival, in 3 anni di festival ho visto tante ottime bands, ho visto il concerto migliore della mia vita la e sono stati i Revelators nell ultima edizione, hanno spaccato e spazzato via tutti, impressionanti!!! Poi la ho visto i Mummies (visti anche in Sardegna nel 2009) Phantom Surfers, Pagans, Gruesomes, Gino and the Goons, Los Ass Draggers e tante altre bands.

Hai da segnalarci qualche nuovo gruppo che vale la pena ascoltare?

12049475_914765955278654_647527205432943092_nTra le bands da segnalare, sicuramente 2 bands Francesi, Chrome Reverse di Lili Z., i Les Lullies con 2 membri dei Les Grys Grys (ottima band garage rnb ), Bobkat 65 band spagnola che suona un garage folk nello stile delle compilation New England Teen Scene. Quelli che mi hanno impressionato di più sono i neozelandesi Cavemen, da due anni vivono a Londra, (Paul il cantante e’ anche un caro amico) li ho visti suonare una trentina di volte, selvaggi e giovanissimi, suonano un mix di punk stile killed by death e garage punk, difficile di questi tempi trovare dei giovani appasionati di questi genere musicale, a  14495306_1120818681340046_2425490414500954872_nogni concerto  che ho assistito l’età media delle persone è sempre attorno ai 40 anni, spero tanto che i giovani inizino a svegliarsi e ad ascoltare un po’ di sano e selvaggio rock n roll !!!

Quali sono le tue bands preferite del passato e del presente?
Sono tante, ma ti faccio un piccolo elenco: Cramps, Scientists, Pagans, Crime, Saints, DMZ, Outsiders (Dutch band), Sonics, Seeds, Hasil Adkins Johnny Burnette,
Fred McDowellHowlin Wolf, Revelators, Reatards, Lost Sounds, Poison 13, Beguiled, Crimson Shadows, Wylde Mammoths, Stomach Mouths, Primates, Untold Fables, Mighty Caesars, Black Time, Saints, Screamers, Germs Dead Kennedys, Hunches, Oblivians, Gories, Mummies, A-Bones, Bingo, UFO Diktatorz, Metros, Rip Offs, Supercharger, Joy Division, Fall, Pussy Galore, Cheater
Slicks
e tantissime altre.

Fatti una domanda e datti una risposta.12196244_919314281490488_1844368941447244668_n

Domanda e risposta a me stesso, te lo scrivo in inglese, mi sembra che suoni meglio :

In the middle of the crowd, I’m feeling alone most of the time!!! I’m normal? I’m mad?
I’m weird? I’m misunderstood?

Maybe I’m an outsider in this world and I came for another planet.