Dodi Moscati – La miseria l’è un gran malanno.

Dodi Moscati non è toscana a vederla, se canta è un’altra cosa; la riconosci subito, intanto l’accento, ma anche gli occhi da araba e il corpo, snello, si trasformano in quello di una donna anziana d’altri tempi che intreccia senza sosta racconti, fiabe, filastrocche e ninne nanne. Legati a un filo conduttore politico i motivi di Dodi Moscati mostrano la triste realtà di una Toscana dove i “nati di cane” hanno assunto a seconda dei casi e delle situazioni le vesti del padrone di fabbrica, del magistrato, del fascista, del centrista celerino e dove il popolo ha sempre subito la fame, il carcere, la tortura, la manganellata e lo sfruttamento.

Con la sua carica orale violenta e cupa Dodi Moscati interpreta lo spirito popolare riproponendone la sua faccia ta più cruda ed acida. Anche la dolce “ninna nanna” si trasforma in una denuncia della situazione della donna, gli stornelli a dispetto, anche se rivolti principalmente al proprio amato, lanciano frecciate alla società repressiva. Terra fortemente e tradizionalmente socialista la Toscana in ogni suo canto ha sempre gridato il suo NO alla guerra, il suo NO al fascismo, il suo NO al clericalismo. E’ un NO ancora oggi d’attualità, Dodi Moscati non fa altro che cantare questo NO. (Mario Colangeli, Avanti! 4 aprile 1974)

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