Intervista a Epépé. “Non saprei dare un nome a questa musica o descriverla se non parlando concretamente di strutture e strumenti. Finora non ci ho pensato molto e se lo descrivessi, mi sentirei come se stessi dicendo grandi sciocchezze”

0016936561_20Ciao Beatrice, di dove sei? Cosa fa per vivere? Quali sono i tuoi interessi e le tue passioni?

Buongiorno! Vengo da Lione in Francia. Faccio musica, concerti e dischi. Leggo libri, vado a passeggio, imparo un po ‘di violino per suonare qualche valzer Cajun in un prato, ascolto dischi, dipingo quadri su piccole scatole per non fare nulla pur avendo la sensazione di aver fatto qualcosa senza aver molta voglia di fare qualcosa. A volte modifico anche le immagini di archivio per illustrare la musica. Per guadagnare un po ‘di soldi oltre alla musica ho un lavoro di tanto in tanto aiuto le persone a imparare a leggere e scrivere, parlare francese, o a fare calcoli e leggere mappe. Mi piace questo lavoro, vivo in città ma amo passare il tempo in luoghi molto isolati di campagna e in generale sono molto impegnata a cercare di capire le cose della vita e di chi mi circonda.

Parlami di Epépé? il tuo progetto di musica solista che è stato uno dei miei dischi preferiti del 2019. Quando hai iniziato? Come è nata l’idea? Il nome significa qualcosa di speciale? Ruota libera, dimmi tutto …

Grazie ! Ebbene, se questo disco ha una copertina così bella, è grazie a te! Mi piacciono 10704219_10153217058468056_5431804992134755529_omolto i tuoi collage, da quando li ho scoperti dai nostri comuni amici a Roma, il gruppo Wow. Il nome Epépé, l’ho scelto qualche tempo prima di finire il disco, è il titolo di un romanzo dello scrittore ungherese Ferenc Karinthy, risalente agli anni 70. È la storia di un grande linguista che per sbaglio si trova in un paese sconosciuto, non capisce nulla della lingua, sebbene sia un linguista e parli un sacco di lingue, si trova in una città tentacolare, sovraffollata, violenta e cerca di uscirne… è un bel romanzo. Questa è la prima volta che faccio un disco per conto mio, prima ho sempre composto, registrato e suonato insieme ad altre persone. C’è voluto molto tempo, prima ho iniziato a comporre piccoli pezzi di canzoni, senza avere il coraggio di finirle e forse neanche di iniziarle. Ho iniziato a registrare nella primavera del 2017 ho finito e mixato nel 2019. copertinaVolevo fare un disco tutto da sola da molto tempo, forse anche perché sono una donna. Avevo bisogno più di chiunque altro di capire se se fossi stata in grado di farlo. Nella musica suoni quasi sempre in gruppi con uomini, anche se sei brava con molti strumenti e canti bene tutti pensano che tu abbia scritto solo i testi delle delle canzoni e  il resto l’abbiano fatto loro. Questo accade soprattutto quando sei giovane e inizi a suonare. Tutti questi pregiudizi vanno cancellati, c’è tanto da fare per cambiare tutte queste dinamiche nella musica come in altri campi, in modo che le donne si sentano capaci, importanti come lo sono gli uomini. So che ci sono sempre state donne abbastanza forti per fare le cose da sole fin dall’inizio, ma per me non è stato così. Ho fatto molta strada negli ultimi 15 anni ed ecco il motivo principale perché è stato molto importante fare questo disco senza l’aiuto di nessuno, avevo bisogno che il mio lavoro venisse preso sul serio e che io mi prendessi sul serio. Ho chiesto solamente a un amico di suonare una tromba. Ok, ma non è stato l’unico motivo per fare un disco da sola, è anche perché chitarra semplicemente farlo! Volevo andare esattamente dove voglio, seguire certi desideri. Quando sei sola, è difficile motivarsi, trovare l’energia e la fiducia per iniziare, è difficile finire e capire se si è fatto quello che si voleva fare. Allo stesso tempo è anche molto comodo perché non ti preoccupi che la musica rispecchi e vada bene tutti, stesso discorso vale per i testi. Fare musica da soli è logico e normale come per altre discipline artistiche, la scrittura o la pittura perché raramente sono fatte con più persone, e così alla fine ci siamo dentro fino al collo e pubblichiamo la nostra musica e il nostro modo di essere ;-). Però è bello e possiamo farlo anche con più persone, nell’improvvisazione fare diverse musiche individuali simultanee che si influenzano a vicenda. Mi piace suonare con molte persone e lo faccio sempre, però ora ho capito di essere più esigente, o idealista 🙂 per quanto riguarda la mia musica e non ho problemi a stare da sola, anzi mi piace. Musicalmente, ho l’impressione che il disco rifletta molti periodi musicali che ho attraversato, molti desideri, molti generi di musica che mi piacciono e anche perché queste canzoni risalgono tutte a solaepoche diverse in un arco di 10 anni. Non saprei dare un nome a questa musica o descriverla se non parlando concretamente di strutture e strumenti. Finora non ci ho pensato molto e se lo descrivessi, mi sentirei come se stessi dicendo grandi sciocchezze, non ho ancora una visione precisa di quello che ho fatto. È musica, con strumenti 🙂 e questo è ciò che sono in grado di suonare, basato su idee melodiche e armoniche. Sarebbe stato bello avere la batteria e il basso in alcune canzoni, credo anche che ci sarebbero stati molto bene, però alla fine ho deciso di trovare soluzioni con solo gli strumenti che posso suonare, mi piace l’idea di accontentarmi di quello che posso fare.

Da quanto ho capito hai fatto tutto da sola, come l’hai registrato?

Ho registrato tutto a casa, con il mio computer, la mia scheda audio e uno o due microfoni. Ho usato gli strumenti che avevo a portata di mano: chitarre, sintetizzatori, organi, flauti, percussioni, non ho materiale molto buono per registrare ma non è fondamentale quanto avere strumenti belli, buoni e vecchi, quelli ce li ho!

Fai anche concerti dal vivo con Epépé? Se è così … com’è il live set?

dal vivoNo, per adesso no. Ci sono troppi arrangiamenti nelle canzoni, non posso suonare tutto da sola. E per la maggior parte delle canzoni, se tolgo gli arrangiamenti, tutto si rompe ;-). Quindi o trovo qualcuno, che mi aiuti sul palco e un giorno potrei anche farlo, altrimenti non se ne fa di niente. Per adesso non ho il coraggio di farlo e preferisco fare nuove canzoni, per il futuro vorrei fare pezzi che posso suonare in concerto senza impoverirli troppo, sto lavorando a nuovo progetto per la realizzazione della musica per un libro di poesie di avventura  “La guida alla poesia galattica” di Sammy Sapin. Se riesco finirlo, dovrei essere in grado di suonarlo sul palco perché ci saranno meno strumenti… dovrei cavarmela con un farfisa, un sintetizzatore e un microfono.

Pensi che prima o poi verrai in Italia?

Oh mi piacerebbe! Siamo venuti a suonare più volte con i Grand Veymont, e anche con i live con gruppiGloria, un gruppo in cui ho suonato fino allo scorso anno. Ci è piaciuto molto e torneremo sicuramente. Per Epépé, dovrò prima iniziare a fare concerti.

Quali sono i tuoi progetti? Stai lavorando a un nuovo disco?

Sì, sto finendo due canzoni, che caricherò su Bandcamp non appena finite, sarà un piccolissimo disco di 2 canzoni, senza testi ma con molta voce. Si chiamerà “Aprile a Maggio”. Sto sempre parlando di dischi ma in realtà non esiste un vero disco in formato fisico di Epépé è solo su Bandcamp.

Suoni anche in altri progetti se vuoi darci dei link per ascoltare grazie.

gvSì. Suono nel duo Grand Veymont, noi lo chiamiamo “krautrock da salotto”, abbiamo un sacco di organi e sintetizzatori, batteria, flauto e voce. Sono brani molto lunghi, a volte cantati e componiamo insieme, sotto forma di improvvisazione. Quindi in questo caso non c’è dubbio, contrariamente a quanto ho detto sopra, 😉 che in questo progetto ognuno di noi due gioca a inventare insieme e ad ascoltarsi mentre improvvisiamo e lo troviamo bellissimo! Abbiamo fatto tre album, l’ultimo è uscito a maggio 2020 è un disco con solo 1 pezzo da 40 minuti, si può ascoltare qui: https://grandveymont.bandcamp.com/music. Qui invece c’è  il video che ho fatto con la musica del primo lato: https://www.youtube.com/watch?v=upAmYWrN6AY. E poi per alcuni anni ho anche suonato la chitarra vecchie canzoni americane degli anni ’30, ’40, ’50 con il nome di Baby B. Canzoni country, gospel, old-time, blues di Hank Williams, Ola Belle Reed, o Elvie Thomas, pezzi poco conosciuti che mi emozionano e mi stimolano a cantare in modo diverso e sono contenta di far conoscere. Come Baby B non ho registrato dischi, ho fatto solo concerti. Su questa compilation, ce una registrazione live di Rambling Man di Hank Willams: https://lepopclubrecords.bandcamp.com/track/baby-b-rambling-man-hank-williams. Qui invece una canzone in un concerto:

Ho una grande passione per le armonie vocali, ho sempre cantato, quando ero piccola. Ascoltando i dischi non cantavo la voce esistente ma ne facevo sempre un’altra, penso che sia stata mia nonna a insegnarmelo, lo facevo anche con mia sorella e mio padre. Per eventuali concerti di Epépé, avrei bisogno di un’altra persona che canta o magari usare un delay strano per poi provare a cambiare le melodie. Con Grand Veymont faccio melodie vocaliuna cosa del genere, uso un effetto ritardo e dopo aver cantato una frase ne faccio un’altra, che viene ripetuta, faccio tante melodie diverse che si ripetono e ci cantiamo sopra anche insieme.

Ringraziamenti e saluti.

Grazie mille a te per il tuo interesse per il tuo collage della copertina e per questa intervista 🙂 ed io comunque ho sparso la voce dei lavori dell’Agenzia di Viaggi Interplanetaria e così hai fatto anche un’altra bellissima copertina per i miei amici di Lione Odessey e Oracle.

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