Agenzia di Viaggi Interplanetaria @ Scugnizzo Liberato, Napoli, venerdi-sabato 27/28 aprile 2018.

DSCF0064Se siete appassionati di grafica e fumetti e il ponte del 1° maggio eravate tra i 150.000 a Napoli per il Comicon, beh – lasciatevelo dire – avete sbagliato posto. Se invece che alla Mostra d’Oltremare foste andati in centro, salendo per Tarsia da Piazza Dante a salita Pontecorvo avrete trovato lo Scugnizzo Liberato e lì dentro UE’ 2.0, festival underground, praticamente anti-Comicon. Lasciamo un po’ perdere l’aspetto antagonista, in cui – ahimè – spesso una forte componente ideologica si unisce a un programmatico disordine organizzativo, allo Scugnizzo si possono trovare molte cose interessanti. Innanzitutto è DSCF0065veramente (almeno in parte) uno spazio liberato e occupato (nel senso che ci si occupa di molte cose e persone), si trovano bambini che scorrazzano con loro Santos nel cortile, delle autentiche liane, gente che va e viene, degli scorci mozzafiato su Napoli, canne a gogo e – nel suddetto ponte del 1° maggio – tra i vari stand (in realtà una serie di tavoli e tavolini in fila secondo un ordine apparentemente casuale) vi sarebbe potuto capitare di giocare a un quiz a vostra insaputa. Nessuna candid camera, tutto vero. Il banchetto era quello dell’Agenzia di Viaggi Interplanetaria gestita da Luca Tanzini, su cui oltre ai suoi dischi, manifesti, calendari, fanzine (merdazine, per la precisione) avreste trovato delle cartoline curiose. Già l’oggetto in sé (la cartolina) è interessante, col suo fascino vintage, ma in questo caso c’è qualcosa di strano. Si tratta delle vecchie cartoline che si mandavano dai luoghi di vacanze (spiagge, monti, città d’arte). I posti sono spesso conosciuti, perché uno c’è stato, ha visto un servizio in TV o, semplicemente, fanno parte dell’immaginario pop. Guardando bene, però, in queste cartoline c’è qualcosa di strano: “quel monte che assomiglia vagamente al Vesuvio, dietro al Colosseo non me lo ricordavo”. Poi guardando meglio si realizza che è veramente il
DSCF0068Vesuvio e che l’altro è veramente il Colosseo e si realizza che si tratta di un collage. E qui sarebbe iniziato il gioco senza vincitori, sconfitti o scommesse: sfogliando l’album delle foto, scoprire i vari luoghi sotto lo sguardo sornione di Tanzini che, alla fine – solo alla fine – avrebbe rivelato i luoghi sconosciuti o fraintesi, un gioco antico, un bel gioco.

FESTER TARWATER

colosseo,-roma-_-napoli-collage

 

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