intervista a Aaron Rumore – Körper / Leib records: “K/L per me è un po’ l’incidenza di tutto ciò che faccio intorno alla musica, ad esempio l’organizzare concerti o suonare con qualcuno dei miei gruppi”

Ciao Aaron, di dove sei e che fai nella vita?aaron rumoretab_ularasa - oblomova 3

Ciao Luca. come sai, sono di Napoli, ho sempre vissuto qui, e ad oggi sono uno studente di filosofia. Per quanto possibile cerco ogni mese di cavarmela in qualche modo, senza farmi troppo male.

Quali sono le tue passioni e i tuoi interessi?

Come abbastanza chiaro dal motivo per il quale ci scriviamo qui e per quanto scritto nella precedente domanda, è presto detto. Mi interessa particolarmente tutto l’ambito del pre-scientifico (dunque anche la scienza tout court); ambito che per quanto mi riguarda abbraccia anche la musica che ascolto o produco.

Parlaci della tua etichetta Körper / Leib. Da quanto esiste la Körper / Leib? Raccontaci un po’ di storia e da come è nata l’idea di mettere in piedi l’etichetta.

12418099_1699475006932415_2408084577442937160_nK/L è nata a Novembre 2014, inizialmente con l’idea di raccogliere e cristallizzare alcuni incontri o esperienze quotidiane nella mia città. Non a caso la prima uscita, voluta fortemente dal mio socio di allora, coinvolgeva Aun e Rainbow Island, entrambi gruppi con i quali nei nostri percorsi precedenti avevamo avuto a che fare, organizzandogli concerti a Napoli. Stesso dicasi per la terza uscita, Eks, ad oggi uno dei dischi italiani pubblicati che ha riscosso maggior “interesse”: Guido è un fratello, una persona con la quale condivido amicizie, posti, gruppi, dischi. Con il tempo questa idea da un lato si è sedimentata, dall’altro si è arricchita di contorni. O meglio: da quando me ne occupo da solo, appunto dopo la terza uscita, ho provato a far sì che il catalogo fosse, sì, eterogeneo, ma che rispecchiasse fedelmente i miei interessi da ascoltatore. Ad esempio Bromp Treb, con il quale a fine aprile partiremo in giro per l’Italia, era il batterista di uno dei miei gruppi preferiti degli anni duemila (i Fat Worm Of Error), e questo per quanto mi riguarda vale decisamente più di un pugno di copie piazzate ad una distribuzione. Ad oggi rimane l’interesse nel voler documentare ciò che mi è circostante e ciò che mi stuzzica come ascoltatore, anche prendendo “rischi”.

Quanti siete?

Come ti dicevo, inizialmente eravamo in due. L’altro socio era Augusto Fabio Cerqua, un 12311109_990295351034040_1003194446432937818_ncarissimo amico di Giugliano, provincia di Napoli, con il quale ho condiviso gran parte del percorso iniziale in questa cosa del fare musica. Per intenderci è il ragazzo che si occupò della locandina per il nostro concerto da Oblomova o per quello mio e di Grip Casino di qualche mese fa. Avevamo un paio di gruppi insieme (cito giusto gli Unhappy, il quale “Idiot Lane” fu stampato da Flying Kids un paio d’anni fa) ed una formazione musicale piuttosto simile. In seguito i percorsi si sono separati, non tanto per divergenze stilistiche, pur presenti, quanto per problemi logistici. In seguito ha continuato ad aiutarmi con le grafiche delle uscite. Da quando sono rimasto da solo, invero per 7/10 di catalogo, ho avuto la premura sempre più netta, di far perfettamente coincidere l’Aaron ascoltatore e l’Aaron K/L.

Che tipo di musica vi piace e producete?

Principalmente parlerei di rock americano underground – ma in accezione piuttosto 1380443_1586944628185454_132469379745703589_nampia, da ciò che è “brutto”, in bassa fedeltà a ciò che è più “classy”; insomma dai Godz ai Pavement, con in mezzo Jim Shepard e Royal Trux – folk strambo e noise/noise rock. Chiaramente questo non è uno specchio fedele, ma solo un indice di preferenza. Ho un malsano interesse per il Gamelan, probabilmente arrivatomi dai dischi di Reich o Riley. Questi sono gusti che informano anche il mio catalogo, in un certo senso. Dico così perchè l’elenco non è estensivo, e mi sono limitato ai miei primi interessi. Insomma, con il fine di non voler fare una tassonomia della mia collezione di dischi, mi fermo qui.

Parlarci delle produzioni passate.

Al momento di risponderti il catalogo conta 10 uscite, un traguardo che tutto sommato mi inorgoglisce, vista la mia risaputa incostanza. Essendo tutte le uscite legate ad un percorso individuale o comunque strettamente legato alla vita, ogni uscita ha una storia a sè stante. La ristampa di Sandra Bell, ad esempio, fu una decisione mia e di Augusto, che volevamo assolutamente in catalogo un disco Xpressway, per la nostra comune passione per i Dead C ed in generale il rock underground neozelandese. Sandra ne fu felicissima e stupita, al punto tale da riprendere, anche se saltuariamente, gli strumenti in mano. Allo stesso tempo è stato il mio primo sold out. Con i Talibam!, invece, è nata un’amicizia piacevole, quando vennero a suonare a Napoli. O meglio: il loro concerto è diventato il pretesto per la cassetta, a mio avviso sottovalutatissima e probabilmente la loro migliore produzione da cinque, sei anni a questa parte. Ecco, ancora una volta, come per Bromp Treb di cui accennavo sopra, parliamo di un caso in cui la stima era pregressa, parliamo di gruppi che ascoltavo tantissimo alla soglia dei ’10. Stesso discorso che farei per i Manas di Tashi Dorji, probabilmente uno dei chitarristi più interessanti venuti fuori negli ultimi anni dal nord America. Consiglio, già che mi trovo, il loro disco su Feeding Tube, più o meno contemporaneo alla cassetta su K/L.whole

Come funziona il processo di lavorazione di un vostro disco? Che tipi di supporti prediligete per le vostre uscite. Quante copie fate di solito?

E’ tutto molto semplice, motivo per il quale mi sono imbarcato in questa vicenda e motivo per il quale ho deciso di farlo con le cassette, in questo modo. Cerco di lavorare nel modo più rapido e gestibile possibile, e le cassette vengono incontro a quest’esigenza, al di là della loro “tradizione” in certi ambiti. Registro e dubbo ogni cassetta, una per volta, a casa mia, ho fissato un limite massimo di 100 copie (il che significa che non per forza debbano avere questa tiratura, ma anche inferiore), di cui un pugno spetta ovviamente ai musicisti coinvolti. Per le grafiche mi affido ad una tipografia non troppo distante da casa, con la quale ho un rapporto di fiducia. Dopodichè cerco di promuoverle il più possibile. Ad oggi, a dire il vero, ciò che ritengo più gratificante è lo scambio con etichette o musicisti che seguo.

Polveriera_Cassette_02Cosa pensate dell’uso e la scelta dei supporti di diffusione musicale? Nel 2016 ha ancora senso fare uscire un disco su supporto fisico? Spiegami il vostro punto di vista sulla questione.

Bisogna farne un discorso abbastanza specifico. Ad esempio io con K/L posso permettermi di pensare al supporto fisico come un documento, posso dargli un valore di scambio, ed imporlo io, poichè sono cosciente di quelli che sono gli investimenti necessari per una singola uscita, ma non è detto che l’uscita successiva abbia lo stesso valore, perchè intanto magari quest’ultima avrà una tiratura diversa o perchè sono riuscito ad ottimizzare un investimento fatto un paio di mesi precedenti, un ammortamento insomma. Questo non è un modello applicabile a produzioni più “grandi”, giacchè queste prevedono dei costi tutto sommato fissi e l’impossibilità di creare ammortamenti, se non con la vendita del prodotto. La differenza sta tutta qui, a mio modo di vedere: la vendita è solo la fine di un processo, così come lo scambio. In base a queste modalità descritte, non ho differenze sostanziali tra l’uno e l’altro. L’ammortamento riesco a crearlo già se da un pacco di 100 cassette e 100 cases comprato a dicembre riesco ad arrivarci a marzo. Sono per una gestione flessibile, che vada per flussi, scatti, piuttosto che per rigidità. L’unica rigidità imposta è una certa serialità (non solo grafica) nella pubblicazione di nuove uscite. Come vedi è tutto molto correlato a quella che è la mia vita attuale, i miei parametri economici attuali e così via. Detto questo, e parlato del mio esempio specifico, sono consapevole del fatto che per artisti celebri, ad esempio l’adorabile Beyoncè, il modello produttivo della discografia “classica” sia ormai desueto. Polveriera_Cassette_03

Quant’è impegnativo tenere in piedi la Körper / Leib?

Una giusta via di mezzo tra molto e niente. Ti dicevo, mi muovo a scatti: magari perdo cinque giorni di una settimana chiuso in casa a registrare nastri, ma per il resto del mese faccio ben poco. Ma mi rendo conto che questo non risponda esattamente alla domanda. Mi spiego meglio: K/L per me è un po’ l’incidenza di tutto ciò che faccio intorno alla musica, ad esempio l’organizzare concerti o suonare con qualcuno dei miei gruppi. In questo senso K/L occupa gran parte del mio tempo. Dal punto di vista economico, sebbene non abbia grandi problemi con i parametri posti e sebbene talvolta riesca anche a cavarmela con qualche ritorno, preferirei riuscire ad ammortare ancora di più. Ma mi rendo conto che per far questo, dovrei probabilmente avere due lavori. Tutto ruota intorno alle mie possibilità, qualora queste dovessero accrescersi, come nel surreale esempio dei due lavori, è chiaro che questo accrescimento si rifletterebbe anche sull’etichetta. E qui usciamo dalla sfera dell’etichetta ed entriamo in quella della vita che, come evidente, sono coappartenenti.

 Hai qualche aneddoto da raccontare legato all’uscita di un disco in particolare?11009212_1631255407087709_5214055855898313975_n

Mi gioco la storia narrata sulla cover del disco dei Radford Electronics, il duo composto da me ed Eks. La parte testuale che leggi sulla cover è un aneddoto biografico dei Tokio Hotel, nella loro fase selvaggia e wild. Alcune persone, specialmente amici americani, erano davvero convinti che tutte quelle vicende ci siano davvero capitate. Il che è molto divertente, considerato che per noi era solamente un modo per dare un colore al fatto che il disco fosse senza titolo. Speriamo che i posteri la ricorderanno come “the Tokio Hotel tape”.

Che bolle nel pentolone Körper / Leib? Ci sono nuove uscite in vista?

Al momento di scriverti è uscita la prima parte di quella che chiamo la “West Mass Batch”, ovvero tre uscite provenienti dalla stessa area geografica, di persone che, tra l’altro, si conoscono e frequentano gli stessi luoghi. La prima di queste è “Ogni Giorno Eccitazione. (1978)” di Luxardo. Simon suonava nei Guerrilla Toss ed oggi nei Tredici Bacci, e Luxardo è una sorta di spin off di questi ultimi. Un fittizio crooner italo-americano, compositore di inlaymusiche per film soft-erotici italiani. Come immaginare Serge Gainsbourg che suona sugli arrangiamenti di Trovajoli. L’uscita successiva è un mastodonte di Bromp Treb, del quale ti parlavo qualche riga più su: trattasi di una C60 veramente devastante, composta da loop ed estratti raccolti tra il 2013 ed il 2016. In ultimo, seguirà una C20, “Hundred Headless” dei Curse Purse, un gruppo che adoro. Sono in contatto con Matthew da diversi anni (qualcuno forse lo ricorderà come chitarrista dei celebri Speey Ortiz) ed abbiamo una visione musicale veramente affine; non appena ascoltai i Curse Purse con il loro 7″ su Feeding Tube (etichetta di Ted, altro membro della band) rimasi abbastanza sconvolto, da lì il passo verso la pubblicazione su K/L è stato breve. Spero di potergli organizzare un tour italiano quanto prima.

 Riferimenti web? Dove si può ascoltare e ad avere la vostra roba?

korperleib.bandcamp.com; soundcloud.com/korperleib; korperleib.wordpress.com

Fatti una domanda e datti una risposta.

Lo facciamo questo disco Aaron Rumore/tab_ularasa, come Fair/Johnston? Sì, quanto prima. Ciao Luca, e grazie per lo spazio concessomi.

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