intervista RnR terrorists: “Facciamo vino e olio e suoniamo il blues”

Ciao Nicola, Paolo e Marian parlateci dei r’n’r terrorists.stolen-blues-collage
Di dove siete e quando vi siete formati?
Raccontatemi la vostra storia.

I RnR terrorists sono un gruppo profondamente valdarnese, ovvero della vallata che si stende ai piedi del Pratomagno (fra Firenze e Arezzo). Nicola e Paolo valdarnesi da generazioni e Marian di famiglia tedesca ma radicato quà dall’età di tre anni. L’idea, piuttosto definita, è piombata fra capo e collo a Nicola nell’inverno 2004, durante un seminale viaggio solitario in Cile. L’idea si è trasformata in progetto nell’ottobre dello stesso anno. Durante una intensa serata alcolica a Casa di Monte Occupata (nelle campagne di Arezzo), dopo che Marian aveva suonato con chiunque gli passasse a tiro, Nicola lo blocca e gli farfuglia della necessità imprescindibile di suonare insieme. Erano nati i RnR Terrorists. Nelle ore successive furono assoldati Paolo e Andrea. E nel febbraio 2005 si tenne la prima prova ufficiale. Circa un anno e mezzo dopo, per motivi puramente ideologici, Andrea lascia il gruppo per seguire il guru pop Arald…ma questa è un’altra storia.bad

Che fate nella vita?

Siamo tutti e tre legati alla terra, lavoriamo e viviamo in campagna. Facciamo vino e olio e suoniamo il blues.

Parlateci delle vostre produzioni passate, dei dischi che avete fatto.

La primissima incisione risale al 2007 un demo registrato a casa di Marian con un Cantatù. Nel 2008, grazie all’aiuto e agli arnesi di Ariele, abbiamo registrato, a casa di Nicola, Bad Vibrations. Primo ruvido disco di sole cover, recentemente ristampato dalla Bubca rec. (con cui usciranno i successivi due dischi). Nel frattempo abbiamo reclutato, davanti a un bar, Alberto. Il quale ha illuminato le nostre menti ignoranti riguardo le possibilità della tecnologia. Nel 2009, in un antico frantoio a casa di Paolo, utilizzando un computer assemblato da scarti di discarica, abbiamo concepito Stolen blues. All’interno del quale c’è il primo pezzo originale, un’improvvisazione durante la pausa caffè. Infatti fino ad allora rivendicavamo con convinzione l’inutilità di canzoni originali se suoni blues, punk o RnR,garage l’originalità stava tutta nella performance e nell’attitudine. Le cose si sono decisamente evolute con l’arrivo di Luca, e non solo per la sordità che ormai ci accompagna. Il suo approccio istintivo alla musica ci ha dato la spinta a comporre pezzi nostri. Nasce così nel 2011 Garage gewalt, partorito in un garage nelle campagne valdarnesi ed in uno in zona Garbatella a Roma utilizzando qualsiasi cosa producesse rumore. E’ il nostro disco noise.  Luca poi è scappato, inseguendo fama e denaro, e dopo quattro anni di meritato silenzio esce Digital paranoia. Per questo disco abbiamo schiavizzato il già menzionato Ariele e la splendida Azzurra.

Come funziona in sala prove la fase creativa e la composizione?

Il metodo è semplice. Marian libera i suoi blues, Paolo ci mette il beat e Nicola aggiunge al volo voce e parole. Quindi l’improvvisazione è alla base di tutto. E’ grazie ad Alberto ed ai suoi microfoni che abbiamo memoria di quello che facciamo.KK

Che metodo usate per registrare?

Come abbiamo già accennato non esiste un unico metodo, sperimentiamo quello che le circostanze ci offrono.

Avete festeggiato il vostro decimo anno un mese fa, cosa è successo in questi 10 anni alle vostre persone? Siete cambiati?

In un lasso di tempo così lungo di cose ne succedono necessariamente parecchie. Abbiamo pianto lutti devastanti e accolto nuove vite, cambiato innumerevoli case e lavori, sofferto e gioito. E tuttora le cose sono in evoluzione…I nostri blues si sono nutriti di tutto questo e della fatica di tirare avanti la baracca (non solo materialmente) tutti i giorni.

Che tipo di musica ascoltate?

Inizialmente ci ha unito il punk, più come approccio che come mero genere musicale. Detto questo abbiamo gusti anche molto diversi, che vanno dal crust all’afrobeat, dai canti anarchici ottocenteschi all’ onnipresente blues pre anni 70, dal lo-fi a certa psichedelia.rnrtscartone

Che gruppi vi piacciono italiani e stranieri di ieri e di adesso?

Nicola ultimamente riesce ad ascoltare solamente blues e canti popolari di quando le classi sociali ammettevano di essere in conflitto. Marian si concede anche dell’elettronica ed é affascinato dalle contaminazioni contemporanee, ma gli anni 60 da qualche parte si riaffacciano sempre. Paolo per tanto tempo legato alla scena punk/hc anni ’80-’90 sia italiana che estera, ha capito che c’era anche altro scoprendo il garage il blues l’afrobeat il folk…

Parlatemi dei concerti che avete fatto? Deliri vari aneddoti insomma le cose che succedono quando si va in giro a suonare solo per il puro divertimento.

Intanto non è poco che riusciamo a suonare, visto che non facciamo assolutamente niente per trovare date. Comunque in dieci anni ne sono successe di tutti colori.rnrtsdalverme02 Dalle serate pacco dove veramente abbiamo suonato per nessuno o peggio per chi non era interessato a niente se non al djset del cazzo che veniva dopo di noi, alle serate dove abbiamo scatenato il vero delirio e sono quelle che quando saremo sul letto di morte ci faranno pensare che in fondo ne è stravalsa la pena. Rispetto ai posti, quelli occupati sono il nostro ambiente naturale ma non ci formalizziamo, e ci piace anche organizzarci situazioni ad hoc come certe feste all’aperto dove ci siamo portati generatore e casse oppure ultimamente ad un corcerto del gigantesco rev Beat-man dove abbiamo fatto un’incursione terroriristica inventandoci un after show. Di aneddoti ce ne sarebbero milioni che parlebbero di serate alterate, in cui il concerto può spingersi per noi e per chi partecipa molto oltre il limite della decenza, e di cui non sempre conserviamo memoria. Un segno di tutto questo è il sangue che ancora imbratta il passamontagna di Nicola.

Cosa pensate della realtà italiana e estera?

La realtà è una brutta bestia e con la nostra musica cerchiamo di evitarla accuratamente. Ci interessa avere uno scambio con l’emisfero cerebrale che si occupa di tutto il resto.digital-paranoia

E’ appena uscito il vostro ultimo disco?

E’ uscito ed è uno spettacolo, senza falsa modestia. Di sicuro è il nostro disco prodotto con più cura ed anche quello che ci rappresenta meglio al nostro stadio attuale di evoluzione (anche se comincia già ad essere superato). Ci sono diversi pezzi in formazione elettrica standard, ma domina per quantità e qualità la formazione acustica (con batteria autoprodotta), in realtà la nostra via alla beatificazione.

Come si fa ad averlo?

Sono cazzi vostri…Provate a scrivere a rockterrorist@libero.it, se avrete buona sorte qualcuno risponderà, prima o poi. Oppure organizzateci un concerto e ve li portiamo a domicilio.

Ce qualcuno che vi ha aiutato in modo particolare e supportato?05onthehill

Logicamente Azzurra e Ariele che entrambi ci hanno regalato il loro tempo e le loro capacità per registrare e mixare il tutto. Ed in maniera indiretta tutti quelli che ci hanno fatto suonare, perché è quello che ci mantiene vivi come gruppo e belli come persone.

Ringraziamenti e saluti?

A te per l’intervista, però trovaci da suonare…

Fatevi una domanda e datevi una risposta.

6×6?… 36!                

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